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Indicazioni liturgiche e canti

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Home page  /   Togliti i sandali è suolo santo! - Quaresima e Pasqua 2022  /   Indicazioni liturgiche e canti

Materiali scaricabili:
Indicazioni liturgiche (formato pdf)
Melodie Atto penitenziale Quaresima (allegato 1)
Salmodia domeniche di Quaresima e Pasqua-Ascensione-Pentecoste (allegato 2)
Canto “Vieni, Santo Spirito di Dio” di Geraci-Bonetti (allegato 3)
Celebrazione penitenziale comunitaria con confessione e assoluzione individuale.


Indicazioni rituali Quaresima e Pasqua 2022

È importante vivere la Quaresima con alcune attenzioni rituali specifiche:

  • Per accompagnare questo tempo viene proposta l’immagine del “Cristo di San Giovanni della Croce” da Salvador Dalì. Vai alla spiegazione dell'immagine…
    Si consiglia di porla vicino al fonte battesimale. Il battesimo è l’immersione nell’amore di Dio che segna la nostra esistenza di credenti. Il tempo di quaresima è un tempo in cui siamo invitati a riscoprire il dono della vita battesimale.
  • In linea con l’ordinamento generale del Messale Romano, riguardo all’aula liturgica, si ricorda che non si orni l’altare con i fiori, né si suonino gli strumenti musicali quando essi non sostengono le voci in canto (cf Paschalis Sollemnitatis 17).
  • Si suggerisce di utilizzare per l’atto penitenziale il I formulario e di cantare le tre invocazioni. A questo proposito trovate la melodia Kyrie… in allegato
  • Non si dicono il Gloria e l’Alleluia.
  • In allegato 2 è possibile trovare lo spartito per la salmodia delle domeniche di Quaresima.
  • Al Mistero della fede si risponde nel canto con: “Tu ci hai redenti con la tua croce e la tua risurrezione salvaci, o Salvatore del mondo”.
  • Per quanto riguarda i testi liturgici almeno nelle domeniche, si utilizzi, come suggerito dalla nuova edizione italiana del Messale romano, la orazione “sul popolo” (presenti fin dagli antichi sacramentari). In questo momento storico, particolarmente provato dalla pandemia in corso, penso potrebbe essere particolarmente indicato vivere, in questa forma, la benedizione. È un modo per sentire come il cammino penitenziale è costantemente accompagnato e sostenuto dalla benevolenza e dalla misericordia di Dio.
  • Si suggerisca ai fedeli di vivere questo tempo liturgico come cammino in vista della riconciliazione sacramentale, che opportunamente può concludere l’itinerario quaresimale, conducendo ad una più piena partecipazione sacramentale al mistero pasquale nel triduo sacro (cfr Paschalis Sollemnitatis 21).

Linee utili per la predicazione:

Il tempo di Quaresima presenta attraverso il lezionario un percorso specifico al fedele. Nella predicazione è bene tenere conto di questa unità di impostazione. Seguendo il lezionario dell’anno C siamo condotti in un percorso penitenziale attraverso la manifestazione della Parola di salvezza che Dio rivolge all’umanità. Compimento di ogni rivelazione è il dono pasquale di Cristo, Parola definitiva del Padre. Di seguito si pongono in evidenza alcune linee utili per la predicazione:

I Domenica: Vicino a te è la Parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore(Rm 10,8). “Gesù è soggetto alla tentazione e alla morte per solidarietà con noi. Ma la Buona Notizia che l’omileta annuncia non è soltanto la solidarietà di Gesù con noi nella sofferenza; annuncia anche la vittoria di Gesù sulla tentazione e sulla morte, vittoria che condivide con tutti coloro che credono in lui” (Direttorio omiletico 62). Una vittoria che è possibile dall’ascolto della Parola di Dio e dal collocarsi come Gesù in una prospettiva filiale.

II Domenica: “Questi è il Figlio mio, l’eletto ascoltatelo” (Lc 9,35). La trasfigurazione mette in luce come Cristo è il compimento della storia della salvezza (Elia e Mosè). “Al centro di questa scena di gloria trascendente, l’ordine del Padre sposta l’attenzione sulla via che porta alla gloria. È come se dicesse: «Ascoltatelo, in lui c’è la pienezza del mio amore, che si rivelerà sulla croce». Questo insegnamento è una nuova Torah, la nuova Legge del Vangelo, data sul monte santo con al centro la grazia dello Spirito Santo, data a quanti pongono la loro fede in Gesù e nei meriti della sua croce. Poiché egli insegna questa via, la gloria sfolgora dal corpo di Gesù ed è rivelato dal Padre quale Figlio amato” (Direttorio omiletico 66).

III Domenica: “Togliti i sandali dai piedi: perché il luogo sul quale tu stai è suolo santo” (Es 3,5). La rivelazione di Gesù porta a compimento l’antica legge e il corpo del risorto è il nuovo tempio in cui incontrare Dio. Ciò chiede conversione come viene messo in luce dal Vangelo. Vivere in modo radicale il nostro essere credenti significa non fuggire di fronte alle esigenze alte del Vangelo, ma togliersi i sandali per entrare ogni giorno sempre di più nel mistero di Dio che si fa presente nella nostra vita.

IV Domenica: “Lasciatevi riconciliare con Dio” (2Cor 5,20). È la domenica in Laetare dove si alleggerisce il tono penitenziale della Quaresima per far risplendere la misericordia di Dio che precede ogni conversione. A noi spetta abbandonarci al Signore con fiducia sapendo che Lui ripete a noi le stesse parole pronunciate al figlio Maggiore: “Figlio tu sei sempre con me”. Entrare nella verità di questa parola è sperimentare che tutto ci è stato donato nel battesimo e nella possibilità di poter entrare nella relazione con Dio che è padre misericordioso.

V Domenica: “Neanch’io ti condanno” (Gv 8,11). Ancora una volta si esprime la compassione di Gesù nel perdono della peccatrice. Gesù è il compimento della legge e in lui si avvera la scrittura che dice: “il Signore ha fatto grandi cose per loro” (Salmo 125/ 126). Anche noi ripetiamo: Grandi cose ha fatto il Signore per noi!

Domenica delle Palme: “Gesù Cristo è Signore” (Fil 2,11). “Due antiche tradizioni plasmano questa celebrazione liturgica, unica nel suo genere: l’usanza di una processione a Gerusalemme e la lettura della Passione a Roma. L’esuberanza che circonda l’entrata regale di Cristo, lascia immediatamente il posto a uno dei Canti del Servo Sofferente e alla solenne proclamazione della Passione del Signore” (Direttorio omiletico 77). Siamo condotti mediante la liturgia a far risuonare sulle nostre labbra la professione di fede presente nell’inno ai Filippesi (2,6-11) che viene letto come seconda lettura. L’inno presenta in poche righe il mistero pasquale mediante l’immagine dell’abbassamento e dell’esaltazione. All’inizio della settimana santa siamo anche noi invitati a percorrere con lui questa traiettoria per pronunciare con consapevolezza rinnovata la professione di fede battesimale nella veglia Pasquale.

Triduo Pasquale

Messa in Coena Domini: “Li amò sino alla fine” (Gv 13,1). Il mistero in cui siamo chiamati a immergerci è ciò che diventa il fine e il compimento della vita del credente. Vivere donando sé stessi sulla forma di Cristo che si consegna a noi nell’Eucaristia. Si può porre l’immagine del Cristo in prossimità dell’altare.

Venerdì santo: “Accostiamoci per ricevere misericordia e trovare grazia” (Eb 4,16). È il giorno della passione dove entrare, mediante la liturgia, nella esperienza della croce. Là dove c’è solo dolore e morte risuona la parola di Cristo: “è compiuto!” (Gv 19,30). Il calvario è luogo santo dove toglierci i sandali e rimanere indifesi di fronte ad un amore così grande. Si può porre l’immagine del Cristo posta in alto dietro l’altare.

Veglia Pasquale: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo” (Lc 24,5). Il Signore è veramente risorto e può parlare anche al nostro cuore. Non rivolgiamoci a lui come a un ricordo passato, ma come un’esperienza presente che ci fa riconoscere come: “Il suo amore è per sempre” (salmo 117/118). Si porti l’immagine del Cristo presso il battistero.

Giorno di Pasqua: “Cercate le cose di lassù” (Col 3,1). Risorti con Cristo lasciamoci interrogare dalla vita divina che il Signore ci dona. Il cammino verso il roveto non termina, ma come per Mosè diventa anche per noi, infiammati da un fuoco che arde ma che non consuma, nuova ricerca perché possiamo vedere il Cristo risorto e credere in lui.


INDICAZIONI LITURGICHE PER IL TEMPO DI PASQUA:

La peculiarità del tempo di Pasqua potrebbe essere valorizzata con alcune attenzioni:

  • Per il tempo di Pasqua si suggerisce all’ingresso il canto “Vieni Santo Spirito di Dio” di Geraci-Bonetti (allegato 3).
  • Nel tempo pasquale si suggerisce di usare per il saluto iniziale la formula: “La pace, la carità e la fede da parte di Dio Padre e del Signore Gesù Cristo siano con tutti voi”.
  • Si preghi l’atto penitenziale con il III formulario.
  • In allegato gli spartiti per la salmodia della Messa nella Veglia e nel giorno di Pasqua, di Ascensione e di Pentecoste (allegato 2) composta dal maestro Geraci.
  • Possiamo utilizzare durante la cinquantina pasquale la professione di fede con il simbolo detto “degli Apostoli”.

don Carlo Dalla Verde
Ufficio diocesano per la pastorale liturgica e la musica sacra

Se hai bisogno di altre informazioni contatta la persona o l’ufficio diocesano di riferimento
don Carlo Dalla Verde
Direttore Ufficio Liturgico e Direttore Casa S. Fidenzio
045 8083789