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Indicazioni, materiali liturgici e canti

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Materiali scaricabili:
Indicazioni liturgiche (formato pdf)
Lode a te o Cristo (m° Geraci)
Perdona o Signore (m° Geraci)
Celebrazione penitenziale con assoluzione generale
Intenzioni preghiera universale (Venerdì Santo)
Salmodia Responsoriale Pasqua (m° Geraci)

Indicazioni liturgiche Quaresima e Pasqua 2021
“Vivi in Cristo”

«Cristo vive. Egli è la nostra speranza e la più bella giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che Lui tocca diventa giovane, diventa nuovo, si riempie di vita. Perciò, le prime parole che voglio rivolgere a ciascun giovane cristiano sono: Lui vive e ti vuole vivo!

Lui è in te, Lui è con te e non se ne va mai. Per quanto tu ti possa allontanare, accanto a te c’è il Risorto, che ti chiama e ti aspetta per ricominciare. Quando ti senti vecchio per la tristezza, i rancori, le paure, i dubbi o i fallimenti, Lui sarà lì per ridarti la forza e la speranza». (Christus vivit n. 1-2. MR 143.)

Le parole che aprono l’esortazione apostolica Christus vivit descrivono bene il percorso spirituale che la liturgia ci propone nel tempo liturgico di Quaresima e di Pasqua. A partire dalla risurrezione di Gesù siamo chiamati a rinascere dall’alto e ad abbracciare una vita nuova. Essere “vivi in Cristo” significa gustare la pienezza della vita che si sperimenta nella relazione con Dio.

Questa espressione, che fa da guida al cammino della diocesi di San Zeno è tolta, come per il tempo di Avvento, dalla lettera agli Efesini nel tratto che accompagna la liturgia della IV domenica di Quaresima dove si proclama: «Dio ricco di misericordia ci ha fatto rivivere in Cristo» (Ef 2,5).

Primariamente la Quaresima è un tempo penitenziale dove siamo chiamati a lasciare spazio ad un modo diverso di stare al mondo, che non dipende dalle nostre capacità e non è frutto della nostra conquista, ma ha origine dalla misericordia di Dio, che ci ha innestati in Cristo in virtù del Battesimo. L’essere nuova creatura (2Cor 5,17) nella gratuità dell’iniziativa divina ci porta, in secondo luogo, a vivere in modo differente la nostra esistenza. Quindi questo tempo è anche l’occasione per crescere nella comunione che è la piena espressione della vita divina. Entrambe queste sfumature si ritrovano nell’espressione “Vivi in Cristo”.

«È un titolo volutamente ambiguo, che si presta ad una duplice interpretazione giocando sulla prima parola: “vivi”. Potremmo leggerla come un aggettivo declinato al plurale che rimanda all'identità battesimale; ma potremmo anche intenderla come un imperativo singolare che esorta ad essere Corpo di Cristo e identifica così la dimensione eucaristica. Ambedue le interpretazioni portano in sé la dimensione pasquale che in questo tempo suona come una chiamata ai cristiani a non lasciarsi dominare dalla paura e dalla morte per vivere la testimonianza di chi ha incontrato il Signore».

Nutrendoci dell’Eucaristia sperimentiamo la vita divina che ci viene donata e gustiamo un nuovo modo di stare al mondo che ci permette di affrontare con speranza il tempo presente. Nella condivisione del pasto Eucaristico si realizza la dimensione evangelica dell’esistenza che è il vivere da fratelli e sorelle. Sentiamo quanto questa realtà della fede cristiana sia carica di profezia per il tempo presente segnato dalla pandemia e dai disagi economici, sociali, psicologici e relazionali che ne conseguono.

È importante vivere la Quaresima con alcune attenzioni rituali specifiche:

  • Per accompagnare questo tempo viene proposta l’immagine Discesa agli inferi e resurrezione, mosaico realizzato nel 2006 da padre Marco Ivan Rupnik e dagli artisti del Centro Aletti nella cappella del Collegio San Stanislao a Ljubljana in Slovenia. È particolarmente significativa per la capacità di collegare la risurrezione di Cristo, come vittoria sul male e sulla morte, con la dimensione ecclesiale di questo evento che unifica i credenti nella comunità dei salvati (At 2,46-48).
  • In linea con l’ordinamento generale del Messale Romano, riguardo all’aula liturgica, si ricorda che non si orni l’altare con i fiori, né si suonino gli strumenti musicali quando essi non sostengono le voci in canto (cf Paschalis Sollemnitatis 17).
  • Per quanto riguarda i testi liturgici tutti i giorni (o almeno nelle domeniche) di Quaresima si può utilizzare, come suggerito dalla nuova edizione italiana del Messale romano, la orazione “sul popolo” (presenti fin dagli antichi sacramentari). In questo momento storico, particolarmente provato dalla pandemia in corso, in continuità con il tema diocesano, penso potrebbe essere particolarmente indicato vivere, in questa forma, la benedizione. È un modo per sentire come il cammino penitenziale è costantemente accompagnato e sostenuto dalla benevolenza di Dio. Dio si prende cura ogni giorno del suo popolo e non lo abbandona in nessuna circostanza della vita sia essa favorevole o avversa. Se lui ci custodisce come Padre amorevole non solo gustiamo la bellezza di essere figli amati, ma possiamo aprirci al vivere da fratelli. È bello pensare alla benedizione come atto generativo che scaturisce dalla misericordia di Dio (siamo stati benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo Ef 1,3) e che, tramite la nostra lode, si espande su tutta la Chiesa sanando con il balsamo dell’amore le ferite del peccato. Nello stendere le mani durante queste preghiere c’è un chiaro riferimento epicletico, ossia di invocazione allo Spirito. Noi siamo vivi in Cristo per mezzo dello Spirito che realizza e alimenta costantemente la comunione con il Padre e tra di noi.
  • In appendice è possibile trovare lo spartito del canto Perdona, o Signore (da fare all’ingresso) del m° Geraci e una melodia con recitativo per l’acclamazione al Vangelo.
  • Il tempo di Quaresima presenta attraverso il lezionario un percorso specifico al fedele. Nella predicazione è bene tenere conto di questa unità di impostazione. «Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui» in questi versetti del vangelo di luca (Lc 20,37-38) possiamo ritrovare una prospettiva interessante per vivere la liturgia della Parola secondo il tema: “vivi in Cristo”. Seguendo il lezionario dell’anno B tramite la prima lettura, di domenica in domenica, siamo condotti a rivivere tutta la storia dell’alleanza di Dio con gli uomini. Nella prima domenica siamo invitati ad entrare in alleanza con Dio tramite la figura di Noè, nella seconda a fidarci Lui come Abramo, nella terza a riconoscere il dono dei comandamenti come dieci parole per custodire la libertà. Nella quarta domenica provocati dalla fede degli esuli in Israele prima di accogliere la promessa della nuova Alleanza nella quinta domenica.

Di seguito si pongono in evidenza alcune linee utili per la predicazione a partire dai riferimenti all’Eucaristia:

I Domenica:
Il regno di Dio è vicino convertitevi e credete nel Vangelo”. L’annuncio di Gesù inaugura la venuta del Regno di Dio nella storia degli uomini. Tutta l’umanità è chiamata ad aprire il cuore a questo annuncio. L’Eucaristia manifesta la prossimità di Dio in Cristo Gesù. Nel sacramento dell’Eucaristia Lui si fa prossimo a noi.

II Domenica:
“E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù”. La trasfigurazione mette in luce come Cristo è il compimento della storia della salvezza (Elia e Mosè). L’Eucaristia trasfigura la nostra vita facendoci fare esperienza della trasparenza dell’amore di Dio in Cristo Gesù. Nell’Eucaristia il sacrificio di Cristo è trasfigurazione dell’amore di Dio.

III Domenica:
“Egli parlava del tempio del suo corpo”. La rivelazione di Gesù porta a compimento l’antica legge e il corpo del risorto è il nuovo tempio in cui incontrare Dio. L’Eucaristia svela e rivela il mistero del corpo glorioso di Cristo custodendo, nella mediazione sacramentale, la possibilità di poter entrare in contatto con Lui.

IV Domenica:
“Dio ha tanto amato il mondo da dare il figlio unigenito”. In Cristo Dio continua ad agire nella storia, come già fece con il popolo in esilio, a noi il compito di accogliere con fede questo dono di grazia. Noi possiamo realmente “rivivere con Cristo” perché nel suo amore ci è stata donata la vita eterna. L’Eucaristia è farmaco di immortalità.

V Domenica:
“Se il chicco di grano muore, produce molto frutto”. Gesù che viene innalzato da terra muore come il chicco di grano per portare frutto e compiere l’alleanza promessa da Dio perché tutti possiamo conoscere il suo amore. Nello spezzarsi del pane eucaristico contempliamo il dono di Cristo per ciascuno di noi.

Domenica delle Palme:
“Prendete, questo è il mio corpo” Gesù viene consegnato nelle mani dei peccatori (Mc 14,41) e oggi si consegna a noi perché possiamo consegnarci a Lui e lasciare che possa entrare come re di pace nella nostra umanità travagliata e nel nostro cuore ferito dal male. L’eucaristia è pane del cammino che ci sostiene giorno dopo giorno nel pellegrinaggio terreno.

Triduo Pasquale:
una buona meditazione, in vista della predicazione, potrebbe essere lasciarsi provocare ogni giorno da uno dei nomi con cui viene chiamato, nel Catechismo della Chiesa cattolica, il sacramento dell’Eucaristia:

Messa in Coena Domini: Cena del Signore, perché si tratta della Cena che il Signore ha consumato con i suoi discepoli la vigilia della sua passione e dell’anticipazione della cena delle nozze dell’Agnello nella Gerusalemme celeste (CCC 1329).

Venerdì santo: Santo sacrificio, perché attualizza l’unico sacrificio di Cristo Salvatore e comprende anche l’offerta della Chiesa; o ancora santo sacrificio della Messa, sacrificio di lode (Eb 13,15), sacrificio spirituale, sacrificio puro e santo, poiché porta a compimento e supera tutti i sacrifici dell’Antica Alleanza (CCC 1330).

Veglia Pasquale: Comunione, perché, mediante questo sacramento, ci uniamo a Cristo, il quale ci rende partecipi del suo Corpo e del suo Sangue per formare un solo corpo (CCC 1331).

Giorno di Pasqua: Santa Messa, perché la liturgia, nella quale si è compiuto il mistero della salvezza, si conclude con l’invio dei fedeli (missio) affinché compiano la volontà di Dio nella loro vita quotidiana (CCC 1332).

La peculiarità del tempo di Pasqua potrebbe essere valorizzata con alcune attenzioni:

  • Per il tempo di Pasqua si suggerisce all’ingresso il canto “Chiesa del risorto” di mons. Marco Frisina che mette in luce bene il legame tra il risorto e la comunità dei credenti.
  • I vescovi italiani hanno concesso fin dal 14 febbraio la possibilità di riprendere con un gesto rinnovato (inchino e sguardo) lo scambio di pace. Nelle comunità laddove non si sia già incominciato a riviverlo potrebbe essere significativo riprendere lo scambio della pace nella solenne veglia pasquale. “Pace a voi” sono le prime parole del risorto e la pace è il frutto della risurrezione. Come comunità cristiana è bello alla luce del risorto e, nutriti dal pane Eucaristico, sperimentare di essere corpo di Cristo vivente. Nello scambio di pace si riceve “la sua pace” che non è assenza di conflitti o difficoltà, ma la possibilità di riconoscersi fratelli in Cristo e di poter edificare in Lui l’unico popolo di Dio.
  • Vivi in Cristo come coloro che ci hanno preceduto con la testimonianza della fede, possiamo utilizzare durante la cinquantina pasquale la professione di fede con il simbolo detto “degli Apostoli”.

don Carlo Dalla Verde
Ufficio diocesano per la pastorale liturgica e la musica sacra

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don Carlo Dalla Verde
Direttore Ufficio Liturgico e Direttore Casa S. Fidenzio
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