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Indicazioni liturgiche e inno

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MATERIALI SCARICABILI


Indicazioni liturgiche

Inno Giubilate o cieli
Spartito
Audio Coro a una voce

Coro bimbi Scuole Aportiane "Serenelli" di Verona.

Indicazioni rituali specifiche

  • L’ornamento floreale, disposto preferibilmente intorno all’altare piuttosto che sopra, sia sobrio, in armonia con il resto dell’aula chiesa, capace di condurre alla celebrazione del Natale, senza anticiparla (cfr. OGMR, n. 305).
  • La terza domenica di Avvento si usino dove possibile i paramenti di colore rosaceo.
  • A disposizione l’inno “Giubilate o cieli” composto dal maestro Geraci per il tempo di Avvento. È possibile cantarlo nella Messa al momento dell’ingresso.
  • Nella solennità dell’Immacolata concezione di Maria è possibile proporre il canto composto da Gianluca Anselmi e Anna Benedetti (con la collaborazione dell’Ufficio liturgico e del Centro di Pastorale adolescenti e giovani) dal titolo Hai detto sì.
  • Durante le domeniche di Avvento si può utilizzare per l’atto penitenziale il I formulario che mette in luce come siamo in un cammino di conversione sostenuti dalla preghiera di Maria, degli angeli dai santi e da tutti i fratelli e le sorelle). Si canti la triplice invocazione Kyrie eleison, Christe eleison, Kyrie eleison.
  • Un’occasione di risonanza all’interno della proclamazione della Parola di Dio ci è data dal salmo responsoriale. In questo tempo liturgico è bene cantarlo integralmente o almeno si canti il ritornello. Presto a disposizione tra i materiali, le melodie per i salmi del tempo di Avvento e Natale.
  • Si lasci sempre al termine dell’omelia un congruo tempo di silenzio per far risuonare nell’ascolto personale quanto la Parola ha evocato nella celebrazione comunitaria.
  • Nel tempo di Avvento per sottolineare la dimensione dell’ascolto (in cui siamo ancora inseriti in questa fase del sinodo) si può proporre la processione con il lezionario prima della liturgia della parola. Il lezionario può essere portato dai lettori che poi proclameranno la Parola o anche da una coppia di sposi. Se possibile venga accompagnato da un lume. Nel tempo di Natale invece sia il presbitero a compiere la processione con l’evangeliario a sottolineare il cammino che Cristo ha compiuto verso di noi nel farsi uomo.
  • “Il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio”. Queste parole di papa Francesco, così impegnative e consapevoli, hanno dato forma e consistenza nelle nostre Chiese in Italia al Cammino sinodale avviato un anno fa. Certo, non è facile mettersi in cammino, però desideriamo in questo avvento riprendere il coraggio e la gioia di camminare insieme. Nella liturgia ci sono tre movimenti processionali da curare: l’ingresso, la presentazione dei doni e la comunione. La processione di ingresso che mette in evidenza come siamo comunità in cammino dietro a Cristo venga compiuta con croce e candelieri, I doni siano portati all’altare con le offerte da dei laici, il momento della comunione avvenga in modo ordinato accompagnato con il canto dell’assemblea.
  • Nel tempo di Natale il “Gloria” preferibilmente si canti.

Linee utili per la predicazione

Il tempo di Avvento presenta attraverso il lezionario un percorso specifico. I temi dei Vangeli delle singole domeniche di Avvento si possono così riassumere (OLM 93-94): la venuta del Signore alla fine dei tempi (I domenica); la figura del Battista e l’imminente venuta di Cristo (II e III domenica); gli antefatti immediati della nascita di Gesù (IV domenica). Nella predicazione è bene tenere conto di questa unità di impostazione. Di seguito si pongono in evidenza alcune linee utili per la predicazione che scaturiscono dal tema diocesano che mette in luce la strada e il cammino:

I Domenica di Avvento:
«Venite saliamo sul monte del Signore, perché ci insegni le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri» (Is 2,3): La lettura del profeta Isaia è indicativa sia del glorioso avvento finale del Signore, sia del suo primo Avvento. È interessante leggere «Il monte del tempio del Signore» come un’immagine della Chiesa, chiamata a riunire tutte le genti nell’ascolto della Parola di salvezza. Ma questa immagine potrebbe anche fungere da primo annuncio dell’imminente festa del Natale. L’espressione «Affluiranno tutte le genti» si realizza nel gesto di adorazione dei magi e dei pastori verso il bambino nella mangiatoia. Tutti noi rientriamo tra le genti che si muovono verso Cristo, e anche quest’anno incominciamo un viaggio che inizia con rinnovata intensità nella I Domenica di Avvento. Le stesse parole, ricche di ispirazione, si applicano anche alla venuta alla fine dei tempi, citata esplicitamente dal vangelo. Il profeta prosegue: «Egli sarà giudice fra le genti, e arbitro fra molti popoli». Le parole conclusive del passo profetico sono al contempo un meraviglioso appello alla celebrazione del Natale come altresì ad attendere l’avvento del Figlio dell’Uomo nella gloria: «Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore». (cf Direttorio omiletico 82)

II Domenica di Avvento:
«Preparate la via al Signore, raddrizzate i suoi sentieri!» (Mt3,3): Nella prima domenica il Signore ci assicura la possibilità di poter camminare suoi sentieri in questa seconda domenica di Avvento siamo chiamati a preparare la via, ovvero a sgomberarla da ciò che ci frena nel cammino. In questa Domenica viene letta una profezia messianica di Isaia. «Un germoglio spunterà dal tronco di Jesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici» (Is 11, 1, II Domenica A). La nascita di Gesù compie l’annuncio profetico. Il Verbo divino che un tempo si è fatto carne in Palestina, raggiunge ogni generazione di credenti. Giovanni precedette la venuta di Gesù nella storia e ancora precede la sua venuta tra noi. Nella comunione dei Santi, Giovanni è presente nelle nostre assemblee di questi giorni, ci annuncia colui che sta per venire e ci esorta perciò al pentimento (direttorio omiletico 89).

III Domenica di Avvento:
«Ci sarà un sentiero e una strada» (Is 35,8): sono le parole del profeta Isaia che ci vengono consegnate oggi. La vena poetica dei profeti manifesta quei misteri in cui noi siamo inseriti attraverso le celebrazioni liturgiche. Cristo nell’incarnazione ha aperto una strada di comunione tra Dio e l’umanità e non smette di giungere a noi anche oggi. È venuto, tornerà di nuovo nella gloria, ma in questo tempo ci sono molteplici occasioni in cui si presenta alla nostra vita. Viene nel Natale. Viene già ora, in ogni Eucaristia celebrata nel corso dell’Avvento. (direttorio omiletico 94). Si può vedere come non solo il Signore ci insegna una via, ma lui stesso apre una strada venendo presso di noi attraverso l’umanità di Maria. In lei il Verbo divino si fa carne e proprio la nostra umanità diventa la strada della nostra salvezza.

IV Domenica di Avvento:
«Ecco la vergine concepirà e darà alla luce un figlio» (Mt1,23): Con la IV Domenica di Avvento, il Natale è ormai prossimo. Questo cambio di rotta è segnalato dal prefazio II del tempo di Avvento. L’atmosfera della liturgia, dagli accorati appelli alla conversione si sposta sugli eventi che circondano da vicino la nascita di Gesù. Tutto ruota attorno all’annuncio dell’angelo a Maria. Il comportamento di Giuseppe rispecchia quello di Maria quando riceve l’annuncio dall’angelo. Nella piena disponibilità di Maria possiamo trovare l’atteggiamento spirituale che caratterizza la liturgia di questa domenica in cui siamo invitati ad accogliere l’opera dello Spirito Santo in noi perché ci permetta di generare il salvatore (cf orazione sulle offerte).

Natale del Signore:
«Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce» (Is 9,1): Alla Messa della notte troviamo il riferimento alla profezia di Isaia. Nel vangelo del Giorno il Prologo del Vangelo di san Giovanni fa luce sull’identità del bambino nella mangiatoia. L’annuncio definitivo è Gesù stesso, piena rivelazione del Padre. L’evangelista afferma: “e venne ad abitare in mezzo a noì”. Il Cristo che nasce è la luce che illumina il nostro cammino. Percorriamo le strade della nostra umanità alla sua luce. Attraverso la nostra carne noi condividiamo la sorte di tutti coloro che abitano la nostra terra, ma proprio attraverso di essa il Signore Gesù ci viene incontro e ci porta a guardare la nostra umanità in modo nuovo. La luce del Natale rifulge e rischiara il cammino perché come Figli di Dio possiamo rimanere in cammino come discepoli.

Se hai bisogno di altre informazioni contatta la persona o l’ufficio diocesano di riferimento
don Carlo Dalla Verde
Direttore Ufficio Liturgico e Direttore Casa S. Fidenzio
045 8083789