Fratelli e sorelle,
forse nessun luogo come il cimitero è atto ad evocare la densità di contenuto dei termini “fratello e sorella”. Qui si sbolliscono le rivalità, le conflittualità, le litigiosità. Qui non ci sono superiori e subalterni, vincitori e vinti, fortunati e sventurati. Qui le stratificazioni sociali ed economiche si azzerano. Qui ci sentiamo alla pari. Con la verità del nostro essere fragile e mortale. Bisognosi gli uni degli altri. Stretti l’uno all’altro dal vincolo della solidarietà umana di cui la fragilità fino alla sua radicalità di morte si fa grido. Qui vediamo in anticipo, concretizzato in altri, tra i quali alcuni dei nostri familiari, quale sarà la condizione della dimensione del nostro essere corpo. Se l’uomo fosse solo corpo, troverebbe il suo approdo definitivo in una tomba. La sepoltura della salma decreterebbe la riduzione al nulla del nostro essere uomini. La tomba e il cimitero inteso come insieme di tombe sarebbero il regno del disfacimento, della sconfitta, delle tenebre. Sarebbero il luogo della consumazione delle tragedie umane.
Certo, ognuno è libero di pensare questa realtà come più gli è congeniale. Tuttavia, se qualche fonte di conoscenza in merito è in grado di offrirci un raggio di luce di verità, che faccia giustizia alla realtà dell’uomo, non interamente annullabile dalla morte, aprendo un varco alla speranza, è quanto meno da saggi prenderla in debita considerazione, qualunque possa essere la soluzione definitiva che ne viene elaborata.
Anche il credente cristiano guarda in faccia la realtà della morte. Né la esorcizza, né la minimizza, né la ingigantisce. La riconosce come tragedia. La più radicale che si possa annoverare fra le tragedie. Numerosi testi della Bibbia affrontano, senza sconti, la realtà della morte. E nel loro insieme ne tratteggiano, con il dramma che evoca, la soluzione.
Per questa circostanza che richiama la realtà della morte ho scelto una significativa pagina di Luca. L’evangelista mette in scena Gesù, per così dire strattonato nell’improvvisato ruolo di mediatore tra due fratelli su questioni di eredità: “Di’ a mio fratello che spartisca con me l’eredità!”...