Al suono della prima campanella del 13 settembre sono 350 gli insegnanti di religione cattolica, con incarico nelle scuole pubbliche e statali, che si siedono dietro ad una cattedra nella Diocesi di Verona. A questi si devono aggiungere una cinquantina di docenti destinati alle supplenze, un‘ altra ventina operano nelle scuole dell‘ infanzia, mentre un altro centinaio sono gli insegnanti di classe abilitati all‘insegnamento, oltre che della propria materia, anche della religione cattolica nelle scuole dell‘infanzia e in quelle primarie. Nel clima generale di attesa che ha accompagnato l‘inizio di un nuovo anno scolastico segnato dalla riforma Gelmini, che interessa soprattutto gli istituti superiori promettendo una razionalizzazione di corsi e di cattedre, «emerge un clima di grande aspettativa da parte di insegnanti e genitori, che vogliono capire come verranno attuate le possibilità che la riforma prevede» anticipa don Domenico Consolini, responsabile dell‘Ufficio scuola diocesano. Alcune novità importanti riguardano proprio l‘insegnamento della religione cattolica, spiega: «A partire da quest‘ anno, nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, vengono applicati i nuovi programmi dettati dalla Conferenza episcopale italiana, con precisi obiettivi di apprendimento». In questo nuovo sistema la formazione degli insegnanti di religione, coordinata dallo stesso Ufficio diocesano, assume un‘importanza fondamentale e deve essere rinnovata da corsi periodici. Parallelamente, con il mese di settembre, «anche nelle scuole secondarie di secondo grado e negli istituti superiori ha avuto inizio una sperimentazione di nuovi obiettivi di apprendimento della religione cattolica che, se ritenuti validi, diventeranno effettivi a partire dal prossimo anno scolastico». Tutto ciò significa, ci tiene a precisare don Consolini, «rendere più chiaro l‘insegnamento della religione cattolica, che deve seguire una programmazione e deve avere precisi criteri di valutazione proprio come avviene per le altre materie scolastiche.
Marta Bicego Tratto da Verona Fedele del 19 settembre 2010