EREnews 2010 / 2 UK55 - Londra, 23.4.2010 - La Conferenza dei vescovi cattolici dInghilterra e del Galles pubblica un corposo documento dottrinale sulla convivenza tra credenti di religioni diverse, dal titolo Incontrare Dio nellamico e nello straniero. Riprende e sviluppa laccoglienza dei raggi di Verità presenti nelle altre religioni, inaugurata dalla Nostra aetate del Vaticano II. Ridisegna il compito dellevangelizzazione ma nelle mutate condizioni della diversità religiosa e quindi del dialogo con i diversamente credenti. La pratica del dialogo comincia fin dagli anni di scuola, e a questo scopo il documento riserva un ampio capitolo allo specifico compito educativo delle scuole cattoliche. Cf. lintero documento in versione italiana in Regno-documenti 1.6.2010, 358-384, e nelloriginale inglese in www.catholicchurch.org.uk. 15
[…] 196. Oggi si discute molto nella società sul valore e sullo scopo delle scuole dirette da comunità religiose. Alcuni le considerano divisive o elitistiche e vorrebbero chiuderle. Alcuni considerano il loro curriculum religioso troppo ristretto e vorrebbero ampliare ciò che esse offrono. Altri le stimano e apprezzano ciò che offrono, cercando un‘educazione alla fede per i loro figli anche se non appartengono alla religione di coloro che dirigono la scuola. Noi, vescovi di Inghilterra e Galles, consideriamo le nostre scuole cattoliche parte essenziale della nostra missione non solo riguardo alla popolazione cattolica ma anche riguardo al modo in cui i cattolici interagiscono con le persone di altre religioni.
197. Nel settembre 2007, nel pubblicare una lettera pastorale sulle scuole cattoliche, spiegavamo e riaffermavamo la nostra visione dell‘educazione cattolica e il nostro impegno a offrire le scuole cattoliche. Sottolineavamo anche il loro successo e il contributo che offrono alla società in generale.
198. Al tempo stesso, il governo ha emanato un‘importante dichiarazione nella quale esprimeva il suo inequivocabile sostegno per le scuole di carattere religioso come parte vitale del sistema educativo in Inghilterra (e Galles). La dichiarazione, intitolata Faith in the System, è stata pubblicata con il pieno accordo dei gestori delle scuole di carattere religioso.
199. Sia la lettera pastorale sia Faith in the System, nonché precedenti documenti della Chiesa, riconoscono che le nostre scuole cattoliche non sono necessariamente formate da soli cattolici. In realtà, la natura delle nostre scuole è molto varia e spesso genitori di altre comunità religiose chiedono e ottengono posti in esse per i loro figli. Qualsiasi forma abbia ciascuna scuola particolare, noi crediamo che essa abbia un ruolo da svolgere nel dialogo interreligioso sia all‘interno della scuola sia nella più ampia comunità in cui si trova.
200. Forse qui è utile ritornare alle definizioni del dialogo interreligioso che abbiamo presentato sopra in questo documento (nn.1-4). Dialoghi in profondità su questioni spirituali, teologiche o accademiche possono trovare posto in corsi di studio più avanzati nel curriculum dell‘educazione religiosa, ma questo non sarà normalmente il punto di partenza per il dialogo religioso nelle nostre scuole.
201. Il miglior punto di partenza è la definizione di questo dialogo data da Giovanni Paolo II: «un modo di vivere in una relazione positiva con gli altri». Nelle nostre scuole noi cerchiamo di educare tutti gli studenti di qualsiasi religione a condurre una vita che integri le loro credenze con tutti gli altri aspetti di ciò che significa essere umani. Questo richiede, fra l‘altro, che imparino a vivere accanto e insieme a persone che sono diverse da loro e hanno concezioni diverse dalle loro, comprese quelle religiose.
202. Nel settembre 2008 il Dipartimento per l‘educazione cattolica della Conferenza dei vescovi ha pubblicato alcune direttive specifiche per le scuole sul modo in cui esse possono sviluppare questo approccio nei loro studenti. Intitolato Catholic Schools, Children of Other Faiths and Community Cohesion: Ckerishing Education far Human Growth, il documento ha posto alla propria base un concetto espresso da Giovanni Paolo II e riaffermato da Benedetto XVI: «ecologia della crescita umana». Ciò significa che la scuola deve creare un clima nel quale gli studenti possano crescere e svilupparsi in sintonia con l‘ambiente in cui Dio li ha collocati.
203. In realtà, questa «ecologia della crescita umana» consiste in una serie di «ecologie» interconnesse e ognuna di esse può essere presentata anche come una particolare forma di dialogo. Il documento descrive tre di queste ecologie: l‘ecologia del vivere quotidiano (amare teneramente), l‘ecologia della giustizia (agire giustamente), ecologia della fede e dell‘esperienza religiosa (camminare umilmente).
204. Questo modello dell‘ecologia corrisponde a un‘altra descrizione nel dialogo interreligioso indicata sopra: sviluppare una mentalità che permetta alle persone di essere felici di vivere semplicemente come buoni vicini (n. 3).
205. Questa definizione comprende anche l‘idea di imparare più specificamente delle cose riguardo a religioni particolari e al modo in cui i loro membri vivono. Questo approccio è rispecchiato dal curriculum dell‘educazione religiosa offerto nelle nostre scuole, dai programmi di lavoro e dalla loro valutazione. Generalmente parlando, è descritto dall‘approccio congiunto di «conoscere» la religione e «imparare» dalla religione. Gli studenti vengono incoraggiati non solo a conoscere dati riguardo ad altre religioni, ma anche a riflettere su di essi e a trame insegnamenti. Questa è in se stessa una preziosa forma di dialogo.
206. Infine, dal punto di vista delle nostre definizioni, c‘è la dichiarazione del 1984 dell‘allora Segretariato per i non cristiani, secondo cui il dialogo «include tutte le relazioni interreligiose positive e costruttive con individui e comunità di altre fedi che sono finalizzate alla mutua comprensione e al reciproco arricchimento» (n.1). Questo trova una particolare risonanza in ciò che le nostre scuole fanno per costruire e favorire la coesione della comunità e che noi incoraggiamo a continuare.
207. In conclusione, le nostre scuole hanno un contributo importante da offrire al dialogo interreligioso, formando gli studenti a vivere in una società multireligiosa. La maggior parte dei cattolici non intraprenderà mai il dialogo interreligioso in un senso accademico o teologico formale, ma ogni cristiano o persona di altra religione è chiamato a partecipare al dialogo interreligioso per il semplice fatto di vivere in un mondo caratterizzato da molte religioni. Giorno dopo giorno noi condividiamo il mondo con persone che vivono e affermano le loro concezioni religiose con la stessa convinzione con cui noi viviamo e affer-miamo le nostre. Le scuole cattoliche possono aiutarci a prepararci a vivere questo tempo del dialogo interreligioso