Nel campo dellistruzione lAmerica deve affrontare tre grandi sfide che impongono un miglioramento dei programmi di formazione didattica più che mai urgente. Primo, listruzione che milioni di americani hanno ricevuto in passato non è più al passo con i tempi. In uneconomia globale competitiva, persino chi possiede un diploma delle superiori, se non si iscrive alluniversità, si ritrova con una gamma limitata di possibilità.
Secondo, oggi più che mai dobbiamo riconoscere la necessità - e il dovere per una scuola pubblica - che tutti gli studenti possano trarre dallinsegnamento tutto il potenziale possibile. Allo stato delle cose, tuttavia, ci troviamo ben lungi dallavere conseguito lagognato obiettivo di pari opportunità educative. Attualmente quasi il 30% dei nostri studenti abbandona la scuola o non riesce a terminare gli studi superiori nei tempi previsti. A malapena il 60% degli studenti afro-americani e ispanici riesce a diplomarsi entro i regolari anni di corso. Se abbiamo a cuore il desiderio di offrire possibilità, di ridurre le disuguaglianze, di promuovere la coscienza civica e la partecipazione, è laula scolastica il punto da cui partire.
La terza sfida è lesodo di massa dal corpo insegnanti da parte delle persone nate negli anni del baby boom previsto per il prossimo decennio. Attualmente contiamo 3,2 milioni di insegnanti che lavorano in circa 95.000 scuole. Nei prossimi quattro anni potremmo perdere un terzo dei nostri insegnanti e funzionari scolastici più esperti, causa pensionamento e logoramento. La nostra capacità di attrarre, ma, ancor di più, di trattenere i grandi talenti nei prossimi anni lascerà unimpronta profonda sullistruzione pubblica.
Č davvero unopportunità che capita una sola volta nellarco di una generazione. Per mantenere competitiva lAmerica, e per trasformare in realtà il sogno americano di unuguale istruzione garantita a tutti, è nostro dovere reclutare, retribuire, formare, ascoltare e rispettare una nuova generazione di insegnanti di talento. Per ottenere questo è tuttavia essenziale elevare lo standard dei programmi di formazione didattica poiché agli insegnanti di oggi, rispetto anche a soli dieci anni fa, chiediamo molto di più.
Il presidente Obama si è infatti posto lambizioso obiettivo di far riguadagnare allAmerica, entro il 2020, il primato della nazione che vanta, in proporzione, il più alto numero di laureati al mondo. Per raggiungere tale obiettivo, tuttavia, sia il nostro sistema scolastico sia i programmi di formazione didattica devono migliorare sensibilmente. La posta in gioco è immensa e il tempo di aggrapparsi al passato è finito. Cè una ragione per cui molti di noi ricordano per sempre il proprio insegnante preferito. Un grande insegnante puō letteralmente cambiare il corso della vita di uno studente. Gli insegnanti accendono una curiosità che dura tutta la vita, destano il desiderio di partecipare alla democrazia e instillano la sete di conoscenza.
Non sorprende che tutti gli studi affermino ripetutamente come sia la qualità dellinsegnante responsabile della classe il fattore decisivo per la crescita scolastica di uno studente, e non le condizioni socio-economiche o lambiente familiare. Reclutare e addestrare questo esercito di nuovi, grandi insegnanti dipende fortemente dalle nostre facoltà di Scienze delleducazione. Esse avranno il compito di formare più della metà dei nostri futuri docenti.
Le facoltà umanistiche e scientifiche rivestono un ruolo assolutamente essenziale nel consolidare il bagaglio culturale di un futuro insegnante. Fatico a capire i rettori e i presidi delle facoltà umanistiche e scientifiche che trascurano i programmi di Scienze delleducazione delle loro università. Il fatto è che Stati, distretti, e governo federale sono ugualmente responsabili della costante debolezza dei programmi di formazione didattica delle facoltà di Scienze delleducazione. Gran parte degli Stati membri approvano dufficio i programmi delle facoltà che, solitamente, si basano su criteri di valutazione degli studenti affidati a test scritti senza una reale valutazione della loro effettiva preparazione allinsegnamento in una classe.
Pochissimi Stati e pochissimi distretti monitorano attentamente il lavoro degli insegnanti, valutando se e quali programmi di formazione didattica hanno creato docenti ben preparati e quali invece insegnanti dal rendimento scarso. Dovremmo, da un lato, studiare e riprodurre le pratiche rivelatesi efficaci e, dallaltro, esortare gli insegnanti meno efficienti a rivedere il proprio modo di lavorare o a rinunciare a questa professione.
Sè detto spesso che i grandi insegnanti sono eroi di cui non sono cantate le gesta, ma a parer mio questa evidente verità ha un significato profondo. Linsegnamento è una delle poche professioni che non è solo un lavoro o addirittura unavventura estemporanea: è una vocazione. I grandi insegnanti si sforzano di aiutare ogni studente a sbloccare il proprio potenziale e a sviluppare latteggiamento mentale che gli servirà per tutta la vita. Essi lavorano nella convinzione che tutti gli studenti abbiano un dono, anche quando dubitano di se stessi. Le sfide che il nostro sistema scolastico ed educativo deve affrontare sono enormi. Ma altrettanto immensa è lopportunità di servire al meglio i nostri figli e il bene comune.
Arne Duncan - Segretario di Stato allEducazione degli Stati Uniti
(tratto da Avvenire del 2/06/2010 - Sezione Cultura)