Martedì 22 Ottobre 2019
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I segni mistagogici della celebrazione del sacramento del Battesimo   versione testuale
Approfondimento su Verona Fedele, 1 Febbraio






 
«Il significato e la grazia del sacramento del Battesimo appaiono chiaramente nei riti della sua celebrazione» (CCC 1234). Questa espressione del Catechismo della Chiesa Cattolica evidenzia l’importanza dei segni che intessono la celebrazione dei Sacramenti, a partire appunto dal Battesimo. Attraverso la comprensione del segno, sia nel contenuto cui rimanda sia nella ricaduta sulla vita del credente, siamo introdotti nel Mistero di salvezza contenuto nel sacramento. In questo senso si parla di mistagogia, cioè di introduzione nel Mistero contenuto nel sacramento mediante il segno corrispondente.
Passiamo in rassegna i segni su cui si snoda la celebrazione del sacramento del Battesimo (CCC 1235-1243). Anzitutto il segno della croce: è il sigillo di Cristo su colui che sta per appartenergli. Segue l’annuncio della Parola di Dio che svela il senso salvifico del Battesimo suscitando la risposta di fede che fa entrare in una vita segnata dai criteri della fede, essendo il Battesimo in particolare “il sacramento della fede”. L’unzione poi con l’olio dei catecumeni, preceduta dalla rinuncia al dominio di satana, sta ad indicare la forza liberante contenuta nel Battesimo nei confronti del potere di satana sull’uomo, che è chiamato e abilitato a resistere alle sue insidie, provocazioni e tentazioni, uscendone vincitore come e in Cristo che ha vinto il diavolo nel deserto. La professione della fede della Chiesa sancisce la volontà di aderire alla vita nuova in Cristo: dalla rinuncia all’adesione.
E siamo al segno dell’acqua battesimale “consacrata mediante una preghiera di epiclesi”, cioè mediante l’invocazione dello Spirito Santo. A questo punto, tutto è predisposto per il rito essenziale: la triplice immersione nell’acqua battesimale (o triplice infusione sul capo del battezzando), accompagnata dalle parole sacramentali: «Io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo». Qualche opportuna accentuazione. Anzitutto, battezzare significa immergere. Immergere in chi? Nel nome, cioè nella realtà, di Dio Trinità. Con una metafora potremmo dire: «Immergere nel grembo vita dell’amore trinitario di Dio!». C’è di che essere presi dalle vertigini di fronte ad una simile realtà che si compie nel battezzato. Il battezzato vive per sempre, giorno dopo giorno nel grembo dell’amore trinitario, che si prende cura del battezzato più di una madre nei confronti del figlio che porta in grembo. Proprio questa immersione nell’amore trinitario di Dio libera il battezzato dal peccato originale, svigorendone le forze inique; unisce a Cristo capo della Chiesa; rende il battezzato membro della Chiesa Corpo di Cristo; abilita ad una vita cristiana protesa verso il compimento nella Pasqua eterna.
I tre segni successivi sono esplicativi. L’unzione con il crisma che dichiara il battezzato “cristiano”, appartenente a Cristo, consacrato al Padre per mezzo di Cristo nel dono dello Spirito (il sigillo dello Spirito) come “sacerdote, re e profeta”. Segue la consegna della veste bianca, per indicare la qualità di vita che attende il battezzato “rivestito di Cristo”. Infine, la candela accesa al cero pasquale, simbolo del Risorto che rende il cristiano partecipe del suo essere luce di verità per l’umanità intera.
 
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