Martedì 22 Ottobre 2019
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Il Natale ci fa riscoprire il senso della famiglia   versione testuale






Nella predominante e ossessionante cultura della non-famiglia, il Natale sollecita e propizia la riscoperta del senso della famiglia, come valore in sé e come ricaduta sul vivere sociale ad alta quotazione di civiltà.
Facciamo subito una osservazione: la cultura della famiglia risale ai primordi dell’umanità. Come a dire che l’umanità è nata famiglia. Di conseguenza, per natura la famiglia è il nucleo vitale della società. Al contrario, la cultura della non-famiglia è di recente conio, espressione della postmodernità imperniata sull’individualismo, tendenzialmente egoista. Proprio questa cultura si riversa, impetuosa e devastante, con la sua forza degenerante, nell’animo soprattutto delle giovani generazioni che se ne lasciano plagiare. I danni sulla conseguente qualità del vivere sociale sono pesanti e forse irreversibili, a cominciare dal fatto che una tale cultura tende a mortificare i rapporti civili imbrigliati nei calcoli di convenienza e di utilità, per estendersi all’ambito del disamore per la vita, il cui segnale più preoccupante è dato dal fenomeno della denatalità, giunto oltre il livello di guardia.
La famiglia invece è garanzia di un vivere sociale davvero civile. A patto che tutte le famiglie che costituiscono una nazione siano messe nelle condizioni migliori per essere all’altezza della loro identità e della loro missione, da parte della cultura e dello Stato. Ci riferiamo, ovviamente, alla famiglia in quanto istituzione umana, ancor prima che cristiana. E in quanto realtà umana ha una sua valenza universale di altissimo valore, sia antropologico sia sociale.
Proprio per questo ogni Stato, che per natura sussiste in funzione degli aspetti sociali di una nazione, esplicita adeguatamente le sue competenze nella creazione di leggi in favore del vivere dignitoso di ogni famiglia, sotto il profilo della coniugalità e sotto quello della genitorialità. Concretamente uno Stato lo fa riconoscendo il valore in sé del matrimonio e sancendo giuridicamente il suo patto di vicinanza al fine di una buona riuscita della vita di famiglia, riconoscendo in essa un patrimonio valoriale per tutti.
Se poi sul valore umano della famiglia innestiamo lo specifico cristiano che è dato dal Sacramento del Matrimonio, allora la famiglia è in grado di far sprigionare tutte le sue potenzialità di coesione interna e di solidarietà con il sociale, e di testimoniare la sua bellezza di istituzione divina fatta diventare segno dell’amore di Cristo per la sua Chiesa, luogo generativo e rigenerante dell’Amore vero. Quell’Amore che, al di là degli ostacoli interposti dagli eventi sfavorevoli, è stato esemplarmente vissuto dalla Santa Famiglia di Nazareth. Modello ispiratore della forza vitale che ha l’amore in famiglia. L’amore reciproco è l’essenza della vita di famiglia. Anche e soprattutto in situazioni di povertà e di disoccupazione.
Un Natale di vero amore reciproco desideriamo augurare a tutti.
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