Mercoledì 11 Dicembre 2019
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A tutti è chiesto di piangere   versione testuale





Il dramma che si è consumato nella nostra città lascia in tutti noi un profondo senso di smarrimento, ma anche il bisogno di qualche riflessione. A partire da una prima elementare evidenza: nel momento stesso in cui la vita viene offesa, fino a negarla nel suo diritto ad esistere, tutti noi ne percepiamo il valore incommensurabile. e l'importanza di difenderla come valore fondante di ogni altro valore. Vorrei partire da questa premessa,
per proporre qualche semplice pensiero, articolandolo attorno a quattro verbi. Prima di tutto, riflettere. Un pensare che porta con sé qualche domanda di fondo. Ciò che è accaduto è solo il frutto di una patologia interiore? Siamo davanti al mal di vivere e dei suoi esiti imprevedibili o, tra le cause, vi potrebbe essere anche l’influsso del clima sociale che scandisce il vissuto quotidiano? Quanto una cultura che banalizza la vita può influire? E quanto uno stile violento, proposto magari nel nome del divertimento e del passatempo, può far cadere sementi pericolose nell' animo della gente? Accanto alla riflessione, il secondo atteggiamento richiesto è quello di fare silenzio. Un tacere che è astenersi da qualsiasi giudizio, evitando quel concorso emotivo di pareri, che rischia d'essere un contributo alla chiacchiera più che un' analisi utile dei fatti. Sarà la Magistratura a indagare e, a dirci, se mai sarà importante, quale lezione di vita ci può venire da queste tragedie. Il silenzio si accompagna poi al dovere di pregare. Per questi fratelli che non sono più con noi, per le loro famiglie, devastate dal peso di una sofferenza indicibile. Pregare, soprattutto, perché a questo nostro tempo sia concesso il dono della Sapienza. Dono prezioso per aiutarci a capire ed apprezzare il valore della vita. Per far crescere la cultura del suo rispetto e della sua tutela. Pregare infine perché questi episodi non si esauriscano nei ritmi emotivi della cronaca, ma abbiano il valore di una salutare pedagogia, nel momento in cui a tutti è chiesto di ripensare i propri stili di vita, il valore della famiglia, quello delle relazioni personali, la valutazione sapiente dell'essenziale per vivere. Infine, a tutti è chiesto di piangere. Non le lacrime delle emozioni, ma quelle interiori e profonde del con-piangere. Spartire il dolore, perché questa condivisione si traduca in rinnovati rapporti umani, vissuti all'insegna della responsabilità e della solidarietà. Piangere nel cuore, perché da questa accresciuta sensibilità possano fiorire antenne nuove, capaci di cogliere il grido muto di tante sofferenze, prima che si trasformino in tragedie. Piangere con le famiglie coinvolte, con la comunità cristiana di San Felice Extra, con l'intera città di Verona, perché da questi lutti possano, per una istintiva presa di coscienza collettiva, germinare segni di novità, vissuti come amore per la vita e rinnovata solidarietà cristiana. Possa giungere a tutti, in questo doloroso momento, la mia vicinanza, la mia preghiera e la mia benedizione

+ Giuseppe Zenti, Vescovo di Verona
22 novembre 2008

 

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