Eccellenze reverendissime, carissimi presbiteri, diocesani e religiosi (qui presenti e quanti sono mandati nelle Chiese sorelle transoceaniche o sono al servizio della Santa Sede), carissimi diaconi, nella messa del Crisma che stiamo concelebrando trovano in noi eco singolare e sentiamo particolarmente significative e vere anche per noi le parole profetiche di Isaia che Gesù ha applicato a sé nella sinagoga di Nazareth: “Lo Spirito del Signore è sopra di me, per questo mi ha consacrato con l’unzione” (Lc 4, 18). Anche noi siamo stati consacrati con l’unzione dello Spirito che ci ha efficacemente immessi nel dinamismo del sacramento dell’Ordine.
E in questo momento ci è caro rievocare la persona stessa del vescovo che, con l’imposizione delle mani e con la preghiera di ordinazione, ci ha resi simultaneamente segno sacramentale di Cristo pastore e membra del Presbiterio diocesano, del quale anche i religiosi presbiteri sono partecipi, come precisa il Concilio: “I religiosi sacerdoti.. sono veramente da considerarsi in certo qual modo come appartenenti al clero diocesano” (Ch D 34). Da parte mia e di tutti un fraterno e cordiale saluto a ciascuno di loro che numerosi sono anche oggi presenti.
Per rispettare la scelta compiuta dal Consiglio Presbiterale di dedicare la riflessione omiletica della Messa del Crisma all’essere Presbiterio e alle sue qualifiche ed esigenze, rimandando ad altra occasione la presentazione del progetto annuale diocesano, quest’anno focalizziamo non qualche aspetto dell’identità, missione e vita spirituale dei presbiteri, ma proprio il loro essere anzitutto Presbiterio. Tema in forte sintonia con l’anno sacerdotale indetto da papa Benedetto XVI.
Avviamo le nostre riflessioni dalla esperienza che stiamo compiendo, quella della messa del Crisma, concelebrata da tutti voi, presieduta dal vescovo. Qui si verifica l’immagine più densa di significato di un unico Presbiterio, dal volto concreto, destinato a servire il regno nel servizio pastorale-liturgico del popolo di Dio: “Perciò tutti devono dare la più grande importanza alla vita liturgica della diocesi che si svolge intorno al vescovo, principalmente nella chiesa cattedrale, convinti che c’è la principale manifestazione della Chiesa nella partecipazione piena e attiva di tutto il popolo di Dio alle medesime celebrazioni liturgiche, soprattutto alla medesima Eucaristia, alla medesima preghiera, al medesimo altare cui presiede il Vescovo circondato dal suo presbiterio e dai ministri” (SC 42).
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