Giovedì 17 Ottobre 2019
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Quaderni della consulta - Verona 2008   versione testuale
Come comunicare con le giovani generazioni





Presentazione
 
di don Maurizio Viviani
Direttore dell’Uffi cio di Pastorale della Scuola della Diocesi di Verona
 
I Vescovi italiani in una Nota pastorale sull’Insegnamento della Religione
Cattolica, pubblicata nel 1991, precisano l’attenzione della Chiesa per la pastorale
della scuola e la necessità di una presenza più effi cace nel mondo dell’educazione. Vi
si legge: “La responsabilità della comunità cristiana per l’Insegnamento della Religione
Cattolica è parte di quel vasto e consolidato impegno che i cristiani hanno sempre
profuso per la scuola e nella scuola. Si tratta, soprattutto oggi, di un compito di
animazione cristiana dell’ambiente scolastico che, mentre rispetta l’identità della scuola
e la sua legittima autonomia, valorizza e stimola in maniera esigente i suoi dinamismi
culturali, pedagogici e didattici perché meglio servano le persone, specialmente le più
svantaggiate. L’Insegnamento della Religione cattolica, con la proposta di valori cristiani,
insieme originali e profondamente umani, arricchisce la vocazione della scuola ad essere
luogo di ricerca della verità e del senso della vita personale e comunitaria”1. Questo
pronunciamento, accanto a molti altri, sottolinea l’importanza di un’animazione cristiana
del complesso e variegato mondo della scuola, sia statale sia paritaria.
A questo riguardo, non va dimenticato l’impegno di numerosi dirigenti scolastici
e docenti cattolici che, con forme più o meno visibili, testimoniano coerentemente la
loro fede e spendono le loro migliori energie professionali e le loro competenze nella
formazione dei ragazzi. E le forme di presenza e di impegno dei genitori cattolici anche
nella scuola veronese sono numerose. Si può quindi parlare di una vivace “pastorale
della scuola” anche nella diocesi di san Zeno.
 
L’organismo che cerca di tenere le fi la, di sostenere e di incentivare le numerose
attività presenti nell’ambiente scolastico è la Consulta diocesana della Pastorale della
Scuola. Presente da diversi anni come organismo di sintesi e di rielaborazione di proposte
formative, la Consulta ha tentato negli ultimi anni di sostenere e di incrementare la
presenza e l’impegno di tutte le persone che nella scuola hanno a cuore l’educazione
dei ragazzi e dei giovani.
 
La Consulta, nella consapevolezza che per migliorare il proprio servizio
educativo e formativo è necessario conoscere e approfondire gli elementi di novità
della cultura e dell’educazione, ha pensato nello scorso anno scolastico 2007/08 di
focalizzare l’attenzione su uno dei temi segnalato dai diversi “attori” della scuola
(studenti, insegnanti, dirigenti e pedagogisti) come emergente e strategico: come
comunicare con le giovani generazioni. Riguardo al tema scelto, i membri della Consulta,
a diverso titolo presenti nella scuola veronese, hanno dichiarato inizialmente un duplice
disagio. Il primo: riguardante le nuove tecnologie, guardate con sospetto da tanti adulti
e digerite senza grandi problemi dai ragazzi e ormai anche dai bambini. Il secondo:
riguardante la comunicazione con i ragazzi di oggi, che va ripensata in riferimento alle
epocali trasformazioni del contesto comunicativo e sociale.
 
La Consulta si è messa così, riguardo al tema, in stato di laboratorio, chiedendo
ad alcuni professionisti di offrire degli stimoli per approfondire un argomento
tanto affascinante quanto impegnativo. Affidandosi ad esperti, la Consulta ha quindi
approfondito il tema scelto in tre incontri successivi. I contributi forniti degli esperti
hanno permesso di approfondire notevolmente la rifl essione.
Man mano che procedeva la rifl essione, si faceva strada nella Consulta il
desiderio di condividere con altre persone l’interesse per conoscere i new-media, pane
quotidiano dei più giovani, e individuare nuove modalità effi caci di comunicazione nella
trasmissione dei saperi e dei valori. Si è pensato, pertanto, di non chiudere la rifl essione
tra le quattro mura, ma di rilanciarla, coinvolgendo la città e soprattutto il mondo della
scuola.
In tale prospettiva si è creato questo “Quaderno della Consulta”
(che ci si augura sia il primo di una serie) contenente le rifl essioni, acute e stimolanti,
dei docenti invitati, riunite sotto il titolo di “Come comunicare con le giovani generazioni.
Educazione e nuove tecnologie”.
Il presente quaderno contiene tre rifl essioni, tra loro collegate. Il professore
Bordoni Gabriele, docente allo Studio teologico “San Zeno di Verona”, affronta il
tema “Tr@s-formazioni del campo comunicativo: sfi de e opportunità”. Il suo doppio
contributo, rapportato all’insieme del campo comunicativo (sociale e antropologico) di
cui i new-media fanno parte e di cui sono agenti di trasformazione, permette di cogliere
come opportunità e sfi da il ridisegnarsi delle coordinate antropologiche, culturali e
sociologiche del vivere umano nell’epoca della cosiddetta “comunicazione digitale”.
Le nuove forme di comunicazione richiedono non soltanto una formazione
all’utilizzo, ma anche e soprattutto una ri-formulazione a 360 gradi della pedagogia
della comunicazione. Pertanto, ci siamo avvalsi delle competenze e dell’esperienza della
prof.ssa Marilena Pagiato docente allo Studio teologico “San Zeno di Verona”. Essa
affronta il tema de “La comunicazione e alcune sfi de educative. Brainframes e nuovi
rapporti con la realtà”. Partendo da alcune situazioni quotidiane, la Pagiato descrive
le tipologie di comunicazione dei ragazzi di oggi, mostrandone, accanto a risvolti
problematici, il portato di sfi da, di fascino e di bellezza.
Il professor Maurizio Compagni, docente al Liceo “Maffei” di Verona, nel suo
contributo: “Comunicazione, multimedialità e didattica. Appunti di rifl essione e di
possibili interventi nella scuola”, affronta sia la comprensione dei nuovi stili cognitivi sia
la conoscenza e l’uso delle nuove forme di comunicazione.
Ci si augura che tali rifl essioni sulla comunicazione verso e con le giovani
generazioni contribuiscano a sostenere le formidabili risorse educative presenti a
Verona, oggi più che mai sollecitate a vivere con grande passione una della più nobili
professioni, quella dell’educare, che è poi un “in-segnare”: ovvero un lasciare un segno,
una traccia, nella vita “in divenire” dei giovani.
 
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