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Memoria e riconciliazione
 LA CURIA - Sezione Pastorale - Ecumenismo e Dialogo - In dialogo - Memoria e riconciliazione 
Memoria e riconciliazione   versione testuale






La chiesa e le colpe del passato
 
Lo studio del tema "La Chiesa e le colpe del passato" è stato proposto alla Commissione Teologica Internazionale da parte del suo Presidente, il Card. J. Ratzinger, in vista della celebrazione del Giubileo dell'anno 2000.
 
"La purificazione della memoria" consiste nel processo volto a liberare la coscienza personale e collettiva da tutte le forme di risentimento o di violenza, che l'eredità di colpe del passato può avervi lasciato, mediante una rinnovata valutazione storica e teologica degli eventi implicati, che conduca - se risulti giusto - ad un corrispondente riconoscimento di colpa e contribuisca ad un reale cammino di riconciliazione. Un simile processo può incidere in maniera significativa sul presente, proprio perché le colpe passate fanno spesso sentire ancora il peso delle loro conseguenze e permangono come altrettante tentazioni anche nell'oggi.
 
 
 
Le implicazioni sul piano del dialogo e della missione
Diverse sono le implicazioni prevedibili sul piano del dialogo e della missione in conseguenza di un riconoscimento ecclesiale di colpe del passato:
 
- Sul piano missionario occorre anzitutto evitare che simili atti contribuiscano a inibire lo slancio dell'evangelizzazione mediante l'esasperazione degli aspetti negativi. Non di meno si deve tener conto del fatto che questi stessi atti potranno far crescere la credibilità del messaggio, in quanto nascono dall'obbedienza alla verità e tendono a effettivi frutti di riconciliazione. In particolare, i missionari 'ad gentes' avranno cura di contestualizzare la proposta di questi temi in rapporto all'effettiva capacità di recezione di essi negli ambienti in cui operano (così ad esempio aspetti della storia della Chiesa in Europa potranno risultare poco significativi per molti popoli non europei).
 
- Sul piano ecumenico la finalità di eventuali atti ecclesiali di pentimento non può che essere l'unità voluta dal Signore. In questa prospettiva è quanto mai auspicabile che essi si compiano nella reciprocità, anche se a volte gesti profetici potranno richiedere una iniziativa unilaterale e assolutamente gratuita.
 
- Sul piano interreligioso è opportuno rilevare come per i credenti in Cristo il riconoscimento delle colpe passate da parte della Chiesa sia conforme alle esigenze della fedeltà al Vangelo e dunque costituisca una testimonianza luminosa della loro fede nella verità e nella misericordia del Dio rivelato da Gesù. Ciò che va evitato è che simili atti siano equivocati come conferme di eventuali pregiudizi nei confronti del cristianesimo. Sarebbe inoltre auspicabile che questi atti di pentimento stimolassero anche i fedeli di altre religioni a riconoscere le colpe del proprio passato. Come la storia dell'umanità è piena di violenze, genocidi, violazioni dei diritti umani e di quelli dei popoli, sfruttamento dei deboli e divinizzazione dei potenti, così quella delle varie religioni è cosparsa di intolleranza, superstizione, connivenza con poteri ingiusti e negazione della dignità e libertà della coscienze. I cristiani non sono stati un'eccezione e sono consapevoli di quanto tutti siano peccatori davanti a Dio!
 
- Nel dialogo con le culture vanno anzitutto tenute presenti la complessità e la pluralità delle mentalità con cui si dialoga riguardo all'idea di pentimento e di perdono. In ogni caso il farsi carico da parte della Chiesa di colpe passate va chiarito alla luce del messaggio evangelico e in particolare della presentazione del Signore crocifisso, rivelazione della misericordia e fonte di perdono, oltre che della peculiare natura della comunione ecclesiale, una nel tempo e nello spazio. Lì dove una cultura fosse del tutto aliena dall'idea di una richiesta di perdono, devono essere opportunamente presentate le ragioni teologiche e spirituali che motivano questo atto a partire dal messaggio cristiano e va tenuto in conto il suo carattere critico-profetico. Dove si avesse a che fare con una pregiudiziale indifferenza verso la parola della fede si tenga conto del duplice possibile effetto di questi atti di pentimento ecclesiale, che - se da una parte possono confermare pregiudizi negativi o atteggiamenti di disprezzo e di ostilità - dall'altra partecipano della misteriosa attrazione caratteristica del 'Dio crocifisso'.97 Si tenga conto inoltre del fatto che nell'attuale contesto culturale soprattutto in Occidente l'invito alla purificazione della memoria coinvolge in un impegno comune credenti e non credenti. Già questo lavoro comune costituisce una testimonianza positiva di docilità alla verità.
dal documento "Memoria e riconciliazione:La chiesa e le colpe del passato"
file attached   Studio della Commissione Teologica Internazionale
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