La liturgia della terza domenica di Avvento ci fa ritornare, come seconda lettura, all’apostolo Paolo. Proclama il tratto conclusivo della prima lettera ai Tessalonicesi, che in assoluto è il primo scritto del Nuovo Testamento (anno 51). In questa pagina conclusiva Paolo fa ricorso a molti imperativi morali che sono la conseguenza logica dei messaggi contenuti in tutto il testo che precede.
Vi è anzitutto un invito alla gioia: “state sempre lieti”, particolarmente significativo nella terza domenica di Avvento comunemente definita domenica “gaudete”. Si tratta della gioia che sarà arrecata dal Natale del Signore, come annuncia l’angelo ai pastori: “Vi annuncio una grande gioia: oggi, nella città di Davide vi è nato un Salvatore”. Ma subito dopo Paolo invita a pregare incessantemente e a rendere grazie a Dio in ogni cosa.
Dopo questi tre imperativi esortativi, eccone altri quattro, che contengono, per così dire, il messaggio centrale: “Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie, esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono”. In queste brevi espressioni ci è dato di scorgere un pensiero di Paolo carico di conseguenze spirituali...