Martedì 16 Luglio 2019
torna in home page
 NEW Diocesi Verona - La Diocesi - La Chiesa di San Zeno - Cenni storici 
Cenni storici   versione testuale





A) LA CHIESA VERONESE FINO AL IV SECOLO
Verona è tra le poche sedi episcopali dell'Italia settentrionale che possano vantare un’origine anteriore al IV secolo.S. Euprepio è, secondo i dittici episcopali, il primo Vescovo di Verona; il sesto Vescovo, S. Lucillo, nel 343 o 344 intervenne al Concilio di Sardica; circa gli anni 372-380 morì l'ottavo Vescovo, S. Zenone.Intorno all'evangelizzazione di Verona, si hanno poche notizie: il fatto che Verona avesse un proprio Vescovo, con tutta certezza, nel sec. III, indurrebbe a credere che i cristiani allora fossero ormai numerosi.La tradizione narra che S. Zenone «reduxit Veronam ad baptismum»; i suoi «Sermones» accennano ad una chiesa nuova e capace, e ci fanno vedere che la comunità cristiana era fiorente, né lasciano credere che esistesse un gruppo pagano ancora forte.Il meraviglioso pavimento a mosaico, che, presso l'odierna Cattedrale, si estende a tutto il cortile del Canonicato a circa 3 metri dalla superficie, spetta senza dubbio ad una basilica a tre navate risalente al V secolo, che doveva avere stretta somiglianza con la basilica di Grado (anno 579). Recentemente vasti lavori di restauro compiuti nella chiesa di S. Elena, hanno messo in luce tratti di pavimentazione musiva ed elementi di altre 4 costruzioni sacre precedenti al sec. V.
B) CHIESE E PARROCCHIE NEL COMUNE DI VERONA
a) Dal sec. IV al 1900
Dalla fine del sec. IV alla metà del sec. VIII, si contavano edificate 24 chiese; fino alla metà del decimo, altre 24; da allora fino alla fine del sec. XII, altre 18. Fra esse, portavano il titolo di Pievi, ossia chiese battesimali, S. Pietro in Castello, S. Stefano ad martyres, S. Procolo, Ss. Apostoli e S. Giovanni in Valle: queste avevano i1 diritto (confermato dal Vescovo Card. A. Valerio) di battezzare i bambini di ambo i sessi della città e sobborghi, indipendentemente dal loro parroco. Di tale diritto godeva anche l'Arciprete della Cattedrale, il quale lo esercitava, non avendo battistero proprio, in S. Elena, per mezzo dei Cappellani di quella Collegiata. Fin dal sec. XII anche la chiesa dei SS. Nazzaro e Celso aveva il fonte battesimale e godeva delle prerogative delle pievi cittadine. Tale diritto venne a cessare nell'ultima riduzione delle parrocchie, fatta dal Vescovo Innocenzo Liruti. Nella Notificazione del 4 novembre 1808 egli ordinò che soltanto nelle chiese parrocchiali si conservassero i Battisteri e i Libri parrocchiali.Si hanno notizie certe dell'esistenza di parrocchie in città ancor prima del 1194, quando, sotto l'episcopato del Card. Adelardo II, questa venne regolarmente divisa in parrocchie dall'arciprete della congregazione del Clero Intrinseco (Suppl. Zagata, p.II, vol. III, pag. 51), ma non si sa quale fosse il loro numero e l'ordine. Nel 1336 il Vescovo Nicolò, d'accordo con l'Arciprete Ogniben ed altri Rettori delle chiese eletti dal Clero Intrinseco stabilì i confini di 52 parrocchie della città (entro le odierne mura): ciò risulta da rotolo scritto dal Notaio Pegoraro dei Guidotti il 4-7-1336, che si conserva a stampa nell'Archivio della Curia. Le chiese vengono descritte negli atti della Congregazione del Clero Intrinseco come segue:S. Gregorii de Braida - S. Stephani - S. Gabrielis - S. Petri in Castello - S. Bartholomaei - S. Siri - S. Faustini - S. Jo. in Valle - S. Mariae in Organis - S. Nazarii - S. Mariae de Rocca Majore - S. Felicitatis - S. Consolatae - S. Jacobi ad Pignam - S. Mariae in Sulario - S. Firmi de Curte alta - S. Petri ad Monasterium - S. Mariae in Clavicam - S. Mariae Antiquae - S. Ceciliae - S. Clementis - S. Benedicti - S. Zilii - S. Salvatoris - Ss. Simonis et Judae - S. Joan. ad Forum - S. Marci - S. Thomae - S. Quirici S. Matthaei - S. Nicolai - S. Salvatoris de Curte Regia - S. Sebastiani – S. Andreae - S. Rustici - S. Firmi minoris - S. Petri in Carnario - S. Agnetis intus - S. Michaelis ad Portas - Ss. Apostolorum - S. Laurentii - S. Mariae ad Fratam - S. Martini Aquari - S. Zenonis Oratorii - S. Proculi - S. Crucis - Omnium Sanctorum - S. Silvestri - SS. Trinitatis - S. Vitalis - S. Pauli - S. Thomaxii.Quindi nel 1336 le parrocchie erano 52, più due parrocchie suburbicarie: Avesa e S. Michele Extra.Tra il 1336 e il 1529 perdettero il diritto parrocchiale le seguenti 8 chiese: S. Agnese intus, S. Gabriele, S. Gregorio in Braida, S. Martino Acquario, per la costruzione di Castel Vecchio, S. Pietro in Castello, Ss. Giuda e Simone, S. Siro e S. Zilio.Nello stesso periodo furono erette in parrocchia le seguenti 6 chiese: S. Donato alla Colomba, S. Egidio, S. Eufemia, Ss. Fermo e Rustico al Ponte, S. Giorgio in Braida e S. Giovanni in Fonte (cfr. Visite Past. VI. 30 1529).Nel 1529 le parrocchie entro le mura della città erano 50.Perdettero in seguito il diritto parrocchiale le seguenti chiese: S. Sebastiano nel 1578, ceduta ai Gesuiti che l'adibirono a loro Collegio; S. Nicolò nel 1603, passata ai Teatini; S. Giusto concentrata in S. Giovanni in Fonte; Ss. Faustino e Giovita, concentrata in S. Bartolomeo in Monte nel 1773: in tale data le parrocchie entro le mura erano 46 e tali rimasero fino al 1806.Nel 1806 le 36 parrocchie che erano a destra dell'Adige furono ridotte a 4, alle quali furono aggiunte ed erette in parrocchiali, oltre la Cattedrale, S. Zeno Maggiore, precedentemente Abbazia dei Benedettini, S. Fermo Maggiore dei Conventuali, S. Anastasia dei Domenicani, S. Silvestro delle Monache Benedettine e quella di S. Nicolò dei Teatini. Nel 1808 venne sostituita la chiesa di S. Luca, già collegio delle XL Ore, a quella di S. Silvestro; e venne eseguita anche la riduzione delle 10 parrocchie esistenti alla sinistra dell'Adige, le quali furono ridotte a 4. Cosicché tutte le parrocchie della città furono fissate in numero di 14: a ciascuna di esse venne assegnata quale chiesa sussidiaria una delle varie chiese appartenenti a parrocchie o a corpi morali soppressi. Nel 1810 fu decretata la soppressione degli Ordini Religiosi.Da quella data si ebbero queste modifiche: nel 1829 dalla parrocchia di S. Paolo C. M. fu smembrata ed eretta in parrocchia la chiesa di S. Tomaso Cant.; e nel 1874 dalla parrocchia di S. Stefano fu smembrata ed eretta in parrocchia la chiesa di S. Giorgio in Braida.
b) Dal 1900 ad oggi.
Dal 1900 e particolarmente dal 1945, la città e il comune di Verona ebbero una espansione demografica del tutto straordinaria. Soprattutto i primi quattro dei Vescovi che in questi 70 anni hanno guidato la Diocesi di Verona, hanno avuto particolare premura per provvedere ai nuovi agglomerati urbani l'assistenza religiosa e per adeguare anche l'organizzazione ecclesiastica alle nuove necessità.Il Card. Bartolomeo Bacilieri (1900-1923) nel 1919 ha eretto la parrocchia di S. Giuseppe f.m. e ha restituito la cura d'anime a S. Giovanni in Valle.Mons. Girolamo Cardinale (1923-1954) ha eretto le seguenti parrocchie entro l'ambito del comune di Verona:Sacro Cuore di Gesù (10 settembre 1933) - S. Pancrazio (15 dicembre 1936) – S. Maria Immacolata (2 febbraio 1940) - Palazzina (2 luglio 1941) - S. Felice Extra (21 giugno 1942) - S. Mattia (15 febbraio 1943) - Borgonovo (11 ottobre 1945) - S. Maria della Pace (17 luglio 1947) - S. Giuseppe all'Adige (3 dicembre 1952) - Tempio Votivo (14 dicembre 1952: la chiesa è stata costruita con le offerte dei fedeli della Città e Diocesi in adempimento del voto fatto da Mons. G. Cardinale, a nome della Diocesi, l'8 settembre 1943) - Golosine (6 gennaio 1954).Le parrocchie di Borgonovo e S. Maria della Pace furono affidate alla Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza. Nel 1953 furono aggregate alle parrocchie urbane: Avesa, S. Maria Immacolata, S. Michele Extra, S.Pancrazio e Tempio Votivo.Mons. Giovanni Urbani (1955-1958) eresse le seguenti parrocchie:S. Bernardino (10 gennaio 1957: la Chiesa Regolare di S. Bernardino era già sede di Vicaria Indipendente; la parrocchia fu affidata « pleno jure » alla Provincia Veneta di S. Antonio dei Frati Minori) - S. Maria Addolorata (2 febbraio 1957) - Gesù Divino Lavoratore (10 gennaio 1959: in funzione di Amministratore Apostolico dopo la sua nomina a Patriarca di Venezia).Mons. Giuseppe Carraro, (1958-1978), ha eretto queste parrocchie:S. Pietro Apostolo (29 marzo 1959) - S. Maria Regina (31 maggio 1959) - Castiglione (31 maggio 1959) - Rizza (11 maggio 1960) - S. Pio X (1 agosto 1962) - S. Giovanni Evangelista (27 dicembre 1962) - S. Croce (12 aprile 1963) - S. Famiglia (31 maggio 1963) - S. Maria Ausiliatrice (2 dicembre 1963) - S. Benedetto in Valdonega (1 ottobre 1964) - Ss. Angeli Custodi (1 maggio 1966) - S. Teresa di Tombetta (2 gennaio 1967) - S. Zeno alla Zai (2 gennaio 1967) - Croce Bianca (6 aprile 1968) - Spirito Santo (15 novembre 1971) - Madonna della Salute (30 maggio 1972) - Madonna della Fraternità (25 dicembre 1973) - S. Domenico Savio (25 dicembre 1973) – S. Marco Evangelista (8 settembre 1975) – S. Francesco d’Assisi all’Arsenale (4 ottobre 1976) – S. Giacomo Maggiore (25 luglio 1977).In data 25 aprile 1963 le parrocchie del comune di Verona furono riunite in quattro Vicariati urbani e vennero annoverate tra le parrocchie urbane extra muros: Castiglione, S. Felice, S. Maria della Pace, S. Mattia e Quinzano: già parrocchie suburbane; Borgonovo, Gesù Dìvino La-voratore, S. Giovanni Evangelista, Golosine, S.Lucia Extra, Tomba Extra: già del Vicariato di S. Massimo; S. Massimo e Montorio: già sedi di Vicariato.La parrocchia del Tempio Votivo, in data 10 giugno 1965, è stata affidata alla Provincia Patavina di S. Antonio dei Frati Minori Conventuali. La parrocchia di S. Maria Addolorata, nel 1965, è stata affidata alla Congregazione dei Figli della Carità (Canossiani).La parrocchia della SS. Trinità, in data 7 dicembre 1966, è stata affidata alla Congregazione delle Sacre Stimmate di Nostro Signore Gesù Cristo (Stimmatini). La parrocchia di S. Maria della Pace, nel 1970, è stata affidata alla Congregazione di S. Giovanni Battista.La parrocchia di S. Maria Ausiliatrice, in data 15 settembre 1973, è stata affidata alla Congregazione dei Figli di Maria Immacolata (ven. Frassinetti).In data 11 ottobre 1967, le parrocchie del Comune di Verona, più Lugagnano, Marchesino e Ferrazze, sono state riunite in un'unica Zona pastorale, suddivisa in quattro Vicariati urbani. Mons. Giuseppe Amari (1978-1992) ha eretto nel comune di Verona le seguenti parrocchie: S. Maria Maddalena al Forte Procolo (6 aprile 1980) – Beato Carlo Steeb (25 marzo 1986) – S.Matteo Apostolo (21 settembre 1991).
C) LO SVILUPPO ECCLESIASTICO NELLA DIOCESI
Non è qui possibile seguire, secolo per secolo, il diffondersi del Cristianesimo dalla città alla campagna e il conseguente organizzarsi della vita religiosa intorno alle pievi. Ci limiteremo quindi a indicare solo le tappe più significative e che maggiormente hanno inciso nell’organizzazione stessa.I primi nuclei cristiani della campagna sorsero quasi contemporaneamente a quelli della città lungo le grandi vie che si snodavano attraverso il territorio veronese: la Postumia da Aquileia per Soave, Verona, Lonato a Genova, la Claudia Augusta da Ravenna per Ostiglia, Verona, Peri ai paesi nordici. A Lonato nel secolo V è ricordata la chiesa eretta in onore di S. Zeno; a Gazzo Veronese la pavimentazione musiva, paleocristiana denota l'esistenza di una comunità cristiana molto antica. Ma per trovare una chiesa battesimale, organizzata con clero, cioè 1a pieve, dobbiamo risalire al secolo VIII. La prima è S. Giorgio di Valpolicella, datata nel 720 come si rileva dal noto ciborio; nell'839 abbiamo Grezzana, Quinzano nell'844, Illasi nel 920 e Peschiera nel 1008. Per le altre pievi ci rimettiamo all'elenco di Papa Eugenio del 1145, riportato nella Bolla Piae Postulatio voluntatis. All'inizio il clero della pieve era costituito da sacerdoti, diaconi, suddiaconi e chierici minori; conduceva vita comune secondo la Regola di Aquisgrana, partecipava al coro e attendeva alla cura d'anime ed era retto dall'Arciprete, eletto dai chierici plebani, il quale dopo l'elezione veniva presentato al Vescovo per protestare obbedienza e ricevere le debite facoltà parrocchiali.Accanto alla pieve era la Scuola per la formazione dei nuovi chierici che venivano presentati dall'Arciprete al Vescovo per l'ordinazione, ma restavano legati alla pieve e sudditi dell’Arciprete.Dopo la promulgazione della Bolla di Eugenio III nel 1145 l'autorità dell'Arciprete va diminuendo e subentra quella del Vescovo, che pian piano si estende a tutti i chierici.Verso il secolo X e XI vien meno la vita comune e i chierici iniziano a vivere presso le cappelle, erette nei “vici” della pieve, per l'istruzione religiosa dei fedeli.Unico parroco, a cui spetta l’amministrazione di sacramenti per tutti fedeli della pieve, rimane l'Arciprete, e unica chiesa con prerogative parrocchiali resta la chiesa plebana.Il distacco delle cappelle dalla pieve e la loro erezione in parrocchie autonome inizia solo nella prima metà del secolo XV, ha il suo maggior sviluppo nella seconda metà e il suo compimento nel secolo XVIII.Fanno eccezione le parrocchie di Roverè Veronese, sorta prima del 1375 e di Bosco Chiesanuova sorta nel 1375 in seguito all’immigrazione di coloni bavaresi.a) Parrocchie veronesi passate ad altre DiocesiNel 1786 l'imperatore Giuseppe II, indulgendo ad un indirizzo politico già allora abbastanza affermatosi, stipulò un accordo con il Senato Veneziano in base al quale le parrocchie site in territorio di uno Stato diverso da quello della Diocesi, dovevano essere cedute a Diocesi dello Stato di loro pertinenza.In quel tempo la Diocesi di Verona comprendeva, oltre l'attuale territorio, soggetto al Dominio Veneto, i tre vicariati di Avio e Brentonico in territorio imperiale, di Ostiglia e la parrocchia di Castelbelforte in quello dell'ex-ducato di Mantova passato sotto il dominio asburgico.Il Doge di Venezia, Paolo Renier, ordinò di conseguenza ai Vescovi di Verona, di Padova e di Feltre di cedere alle Diocesi austriache confinanti le parrocchie non incluse nel territorio della Repubblica.Il Vescovo di Verona, Mons. Giovanni Morosini, con decreto del 22 gennaio 1787, cedette perciò alla Diocesi di Trento ì due Vicariati di Avio e di Brentonico comprendenti sei parrocchie: Avio, Brentonico, Pilcante, Borghetto d'Avio, Prada e Corneto.Con altro decreto del 23 gennaio 1787 cedette al Vescovo di Mantova il Vicariato di Ostiglia, comprendente tre parrocchie: Ostiglia, una fra le più antiche pievi della Diocesi veronese ricordata già nell'816, Corregioli e S. Maria del Castello, e la parrocchia di Castelbelforte e Pradello. Nel 1829 venne ceduta alla Diocesi di Padova la parrochia di Cinto Euganeo.Nel 1978 il Vescovo Mons. Amari, unitamente al Vescovo di Mantova Mons. Ferrari, dà esecuzione al Decreto della Congregazione per i Vescovi del 17 settembre 1977, che prevede il passaggio alla Diocesi di Verona della parrocchia di Pampuro fin qui appartenente alla Diocesi di Mantova e del passaggio alla Diocesi di Mantova di Castellaro Lagusello, Monzambano e Ponti sul Mincio, fin qui appartenenti alla Diocesi di Verona.b) Lo sviluppo ecclesiastico negli ultimi 75 anniRiteniamo utile ricordare sinteticamente l’ampio sviluppo di organizzazione ecclesiastica realizzata, in Diocesi, in questi ultimi 75 anni.Mons. Girolamo Cardinale nel suo lungo episcopato (1923-1954) promosse la costruzione di un numero imponente di chiese, quasi tutte erette in parrocchie. Quando entrò in Diocesi (15 agosto 1923) le parrocchie dell'intera Diocesi erano 271; dopo 25 anni di episcopato (15 agosto 1948) erano 315; alla sua morte (26 dicembre 1954) erano 330.Oltre alle parrocchie nel Comune di Verona, già ricordate, furono erette in Diocesi:Rosaro (12 aprile 1924) - Vaggimal (12 luglio 1924) - Campiano (22 agosto 1924) - S. Lucia ad Montes (31 maggio 1926) - Oliosi (31 maggio 1926) - Lubiara (30 luglio 1927) - Rosegaferro (6 maggio 1928) - S. Marco Boschi (15 febbraio 1929) - Costeggiola (25 giugno 1929) - Menà (20 luglio 1929) - Caselle di Sommacampagna (27 agosto 1929) - Forette (24 marzo 1930) - Fittà (12 settembre 1930) - Fosse (20 febbraio 1931) Vallese (20 settembre 1934) – Pedemonte (24 dicembre 1935) - S. Vito (14 febbraio 1937) - S. Valentino (5 luglio 1937) - S. Martino della Battaglia (4 ottobre 1937) - Castelletto di Soave (12 ottobre 1938) - Ferrazze (4 gennaio 1939) - Presina (25 gennaio 1939) - S. Francesco di Roverè (6 giugno 1941) - S. Vitale (3 maggio 1942) - S. Maria di Lugana (17 maggio 1942) - Volon (14 giugno 1942) - Montecchio (14 agosto 1942) - Mazzano (8 settembre 1942) - Cherubine (30 novembre 1942) - S. Teresa in Valle (30 novembre 1942) - Ronconi (26 dicembre 1942) - S. Benedetto di Lugana (25 maggio 1943) - Lumini (16 giugno 1943) - Canove (28 agosto 1943) - Stallavena (30 luglio 1947) - Finetti (8 agosto 1947) - Settimo (2 febbraio 1949) - Santa Maria di Zevio (21 marzo 1949) - Santa Lucia di Pescantina (25 marzo 1949) - Albarè (10 agosto 1949) - Isolalta (10 dicembre 1951) - S. Rocco di Marano (13 dicembre 1951) - Sprea (22 dicembre 1951) - Santa Maria in Progno (25 dicembre 1951) - Pozzo (7 agosto 1952) - Corbiolo (3 ottobre 1952) - Borghetto (22 ottobre 1952) - Remelli (22 ottobre 1952) - Ceraino (21 novembre 1952) - Campagna (7 ottobre 1953) - Terranegra (30 ottobre 1953) - Spiazzi (2 febbraio 1954) - Bosco di Zevio (11 febbraio 1954) - Pizzoletta (25 aprile 1954) - Scoperta (16 luglio 1954).Mons. Andrea Pangrazio, come Amministratore Apostolico, eresse la parrocchia di Strà di Colognola (13 giungo 1955) e Centenaro (17 giu-gno1955).Mons. Giovanni Urbani costituì la parrocchia di Perzacco (29 di-cembre 1955).Mons. Giuseppe Carraro eresse in Diocesi le seguenti parrocchie: Venera (31 maggio 1959) - Corno (21 novembre 1959) - S. Antonio di Legnago (8 dicembre 1959) - Caluri (12 aprile 1962) - S. Giuseppe Lavoratore di Desenzano (21 aprile 1965) - S. Zeno in Desenzano (21 aprile 1965) - S. Francesco in Colombare (2 agosto 1965) - Buon Pastore (22 settembre 1967) - Balconi (26 aprile 19681) - Sega (25 ottobre 1970, già Vicaria dall'8 settembre 1960) - SS. Redentore al Marchesino (1 ottobre 1971) - Pradelle di Nogarole (2 gennaio 1972) – Beato Andrea da Peschiera (20 dicembre 1974) – S. Angela Merici in Desenzano (27 gennaio 1975) – Madonna del Popolo in Villafranca (1 novembre 1977).Nel 1966 furono unite « aeque principaliter » Mazzano con Giare e Molina con Manune.In data 11 ottobre 1967, entrò in vigore la nuova divisione della Diocesi in Vicariati e Zone pastorali: i Vicariati Foranei da 45 sono stati ridotti a 28, a loro volta riuniti in 7 Zone pastorali (+ la zona pastorale della Città con 4 vicariati).Il giorno 4 settembre 1972 i Vicariati Foranei sono stati ridotti da 28 a 27 (+ logicamente i 4 Vicariati Urbani), essendo stati uniti i vicariati di Tregnago e Vestena con il nome di Vicariato Val d'Illasi-Vestena.Mons. Giuseppe Amari (1978-1992) ha eretto in Diocesi le seguenti parrocchie: Cristo Risorto in Bussolengo (4 ottobre 1980) – S. Vito di Cerea (15 giugno 1981).Nel 1982 Mons. Amari, congiungendo al Vicariato di Caprino la Val d’Adige, ha ridotto il numero dei Vicariati da 31 a 30.Durante il suo episcopato ha avuto luogo la revisione del Concordato tra la Santa Sede e lo Stato Italiano. In seguito a ciò è avvenuta l’estinzione degli enti “benefici parrocchiali” e il passaggio dei loro beni all’Istituto Diocesano Sostentamento Clero e l’estinzione degli enti “chiese parrocchiali” e il conferimento di ente ecclesiastico civilmente riconosciuto a 376 “parrocchie” della Diocesi. Sette “chiese parrocchiali” andarono estinte, ma quattro di esse furono in seguito recuperate come ente “parrocchia”. Mons. Attilio Nicora (1992-1997) ha costituito la parrocchia di Cristo Risorto in S.Martino Buon Albergo (16 aprile 1995).Con Decreto del 20 luglio 1994 ha ridotto poi il numero dei vicariati della Diocesi da 30 a 18, ridefinendo i loro confini. Con decreto dell’8 agosto 2014 la parrocchia di Caselle di Pressana è stata annessa alla diocesi di Vicenza.
Attualmente le parrocchie della Diocesi sono 380: 355 in comuni della provincia di Verona; 24 in comuni della provincia di Brescia e 1 in comune della provincia di Rovigo.
stampa  / segnala / condividi