Mercoledì 11 Dicembre 2019
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Preghiera Giovani 2019   versione testuale
Chiesa di San Massimo, 8 novembre 2019 - Rito di ammissione






Carissimi giovani, avete fatto bene a prendervi questo tempo serale, strappandolo al riposo o al divertimento, per riservarlo ad una importante sosta di preghiera assieme a tanti altri vostri coetanei che provengono da tutta la Diocesi. Voi stessi avete sperimentato tante volte quanto la preghiera sia alimentazione e ristoro per la vostra vita interiore. La preghiera è soprattutto un entrare nel circuito dell’amore di Dio, con il quale mettersi in confidenziale conversazione per intercettare i suoi progetti e attingere forza per attuarli, come progetti di bene assoluto.

È in questo contesto di preghiera che tre vostri coetanei, Alessio, Andrea, Gabriele, saranno ammessi tra i candidati agli ordini sacri. In un clima di preghiera hanno percepito come assai probabile la chiamata di Dio al presbiterato, come espressione del suo progetto di vita. Ed ora, attraverso il rito di ammissione, questi giovani manifestano pubblicamente la ferma decisione di vivere da discepoli di Gesù, per essere un giorno suoi apostoli, alieni da compromessi e inquinamenti, altalenando le scelte, sempre svolazzanti, indecisi su quale ramo posarsi. Gesù è per loro il Valore assoluto, nel quale essere immersi, per vivere con Lui, in Lui, Lui. Per così dire iniziano anche formalmente il tempo del fidanzamento con Gesù, con il quale costruire le premesse della vita futura di pastori d’anime, segno sacramentale di Gesù Pastore. Lasciandosi educare al senso della fedeltà senza tentennamenti e compromessi.

Essere a conoscenza di questa loro decisione fa piacere e fa bene in una cultura della facile reversibilità. Viene il momento per tutti di prendere una decisione che lascia cadere altre, persino in ambito professionale o affettivo. In qualsiasi vocazione, da quella alla vita famigliare, a quella alla vita consacrata, a quella alla vita sacerdotale. Coincide con il momento del fidanzamento. Che significa fidanzamento? Tempo di crescita nella fiducia reciproca, della confidenza e del poter confidare l’uno nell’altro, al punto da cominciare a progettare un comune obiettivo, potendo contare sull’affidabilità fedele dell’altro. non sempre in un clima da idillio. Il fidanzamento è anche tempo di travaglio.

Di conseguenza, si diventa una promessa per l’altro e si entra nella logica dell’essere reciprocamente una risposta carica di responsabilità, contraendo un vincolo di sponsali che fa sperimentare di essere fatto l’uno per l’altro.

In ogni caso è necessario chiedere allo Spirito Santo che faccia luce in ciascuno per capire “chi sono e per che cosa sono fatto!”. Ogni giovane che sia saggio e che ami la sua vita non può non porsi queste due domande, al fine di individuare e discernere la sua specifica vocazione. Nel caso in cui intravveda come vocazione sua specifica quella alla vita di famiglia saggezza vuole che cerchi e individui la persona giusta, su misura sua, e non improvvisare un matrimonio sui parametri delle emozioni. Nel caso in cui si scorga una vocazione alla vita consacrata o alla vita nel sacerdozio ministeriale, ci si immetta su quella strada direzionata verso la meta senza nostalgie e retromarce.

Del resto l’esempio ci viene da Saulo - Paolo folgorato: dalla conversione in poi non ha più avuto ripensamenti; ha sentito invece la necessità vitale di annunciare ciò che ha sperimentato, anche a costo di essere perseguitato. Nonostante tutto, poteva confidare: “Sovrabbondo di gioia in ogni mia tribolazione”. Anche per Paolo il fine della vita coincide infatti con la felicità, la felicità somma, che è il vivere in Dio. E, si sa, la felicità ha come sorgiva l’amore. a Pietro Gesù ha chiesto: “Mi ami tu più di costoro? Pasci i miei agnelli”. In effetti, l’amore di Gesù in noi ci carica di amore verso coloro che accostiamo ogni giorno e nell’amarli sperimentiamo una grandissima e ineffabile gioia.

L’amore vero e limpidissimo, senza inquinamenti, ha come sorgente Gesù, Parola di Verità ed Eucaristia. A Lui occorre attingere ogni giorno perché l’amore in noi sia autentico e mai intristisca.

 

In tal modo, carissimi giovani, garantite qualità al vostro vivere quotidiano e al vostro progetto di vita vocazionale. Non dimenticate mai però una bella devozione a Maria. Tenetevi sempre per mano con lei. Vi farà scoprire la vostra personale vocazione e ve la farà vivere in pienezza.

 

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