Domenica 19 Maggio 2019
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Ai presbiteri della diocesi di San Zeno   versione testuale
Inizio di quaresima - Verona, 11 marzo 2019






Carissimo confratello,

fin dall’inizio della Quaresima permettimi una breve sosta con te. Su quattro aspetti.

Anzitutto, se eri presente al ritiro spirituale in Cattedrale il 7 marzo hai percepito dalle riflessioni da me proposte quanto mi sta a cuore la comunione fraterna tra presbiteri. È la vera soluzione di tutti i problemi dell’evangelizzazione. Di conseguenza ti chiedo di riflettere sulla meditazione proposta, assieme all’équipe, sostandovi più volte, un paragrafo alla volta. La trovi sul sito diocesano.

In secondo luogo, insieme con il coordinatore individuate i tempi propizi per una sosta settimanale, da me definita esperienza del Tabor, per stare con Gesù e tra confratelli, necessaria e salutare, voluta dal Signore. Possibilmente o due mezze giornate o la giornata intera del lunedì. Ve lo articolate come meglio credete: momento di preghiera, di lectio, di confidenza, di comunicazioni, il pranzo ... potete poi prevedere momenti personali per leggere articoli di riviste, libri interessanti, per pregare più a lungo, per “riflettere e focalizzare”, per una scampagnata, per una visita, per riposarvi … Ma, fermiamoci! Ne va della salute spirituale e della comunione fraterna presbiterale. Ve ne supplico. Il resto, se non è indilazionabile, passi in secondo ordine. Ricordate che il venerabile Giuseppe Carraro e lo stesso Cardinale Martini aveva l’abitudine di riservarsi una giornata alla settimana!

Un terzo aspetto: allenatevi tra preti dell’équipe a confidarvi tutto ciò che capita ogni settimana nelle varie parrocchie, di positivo e di problematico o negativo, perché ognuna è di tutti e tutti hanno diritto dovere di conoscere la situazione delle varie parrocchie dell’erigenda Unità Pastorale.

Infine, nessuno ritenga valida una iniziativa o una decisione che riguarda una “sua” parrocchia senza la condivisione degli altri preti dell’équipe e il consenso del Vicario foraneo, perché non capiti che un prete avvia una iniziativa per conto proprio e che il suo successore la demolisca. Se invece ha la condivisione dell’équipe e il consenso del Vicario foraneo, nessun presbitero potrà permettersi di smantellarla. Nessuna iniziativa di valore o decisione di una certa portata porti la firma solo individuale. Contraddirebbe il senso comunionale, anima dell’evangelizzazione.

Ed ora una comunicazione ufficiale. Ho nominato il nostro confratello mons. Cristiano Falchetto, storico segretario del Cardinale Nicora e ufficiale nell’APSA per parecchi anni, Provicario generale. Con due compiti specifici. Il primo: alleggerire l’onere del Vicario generale, mons. Roberto Campostrini, di incombenze burocratiche e amministrative, grazie appunto alle competenze acquisite. Il secondo, in continuità con questo: in collaborazione con il Vicario per l’economia, mons. Gino Zampieri, affiancarsi ai Parroci che si sentono oberati da incombenze burocratiche e amministrative per affrontarle insieme. Oltre a ciò l’ho nominato Presidente della Pia Opera Ciccarelli.

Ti sono vicino per compiere insieme un fecondo itinerario quaresimale. Per mano con Maria.

Ti benedico con tutta l’équipe e con tutti i fedeli, a cominciare dai collaboratori corresponsabili e dai malati.

Con affetto,

 

X Giuseppe Zenti
Vescovo di Verona

 

 
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