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Tutto è stato fatto per mezzo del Verbo e tutto sussiste in Lui   versione testuale
Cattedrale, 25 dicembre 2018 - Messa del giorno del S. Natale






Tutto è stato fatto per mezzo del Verbo e tutto sussiste in Lui

Carissimi, il prologo di Giovanni ci svela che c’è un Dio Creatore e dunque una Creazione, messa in esistenza dal nulla da Dio stesso, per mezzo del suo Figlio: “Tutto è stato fatto per mezzo di Lui e senza di Lui nulla è stato fatto di ciò che esiste” (Gv 1,3). Grandioso tema biblico focalizzato anche in Paolo, soprattutto nella lettera ai Colossesi nella quale afferma: “Tutte le cose sono state create per mezzo di Lui e in vista di Lui .. e tutte sussistono in Lui” (Col 1, 16b-17; cfr anche Eb 1,2). Precisiamo che in quel “Lui” (per mezzo di Lui, in vista di Lui, sussistono in Lui) ci sta il nome di Gesù Cristo, Verbo eterno del Padre fatto carne umana nel tempo, circa 2000 anni fa.

Il molteplice interesse attorno alla Creazione di cui riconoscere l’Autore

Ora, sappiamo bene tutti che il  tema della creazione interessa la scienza, la sociologia, l’ecologia come cultura, la teologia, senza alcuna pretesa di primogenitura che esclude altri contributi di conoscenza. Ogni apporto di conoscenza del mondo, in quanto riconosciuto come creato e non autogenerato, va preso in seria considerazione, nel tentativo di farlo entrare in un alveo unico di conoscenza ampia e non solo settoriale. Anche perché il tema riguarda la creazione nel suo insieme, nel suo affascinante processo evolutivo, uomo in primis.

Saggezza suggerisce quanto segue: dopo aver conosciuta la realtà creata, sotto il profilo della conoscenza diretta o scientifica, di fronte alla quale alla persona intelligente e saggia non resta che rimanerne ammirata e stupita, è lecito e doveroso ricercarne l’Autore, come si fa per ogni opera e manufatto dell’uomo, soprattutto se siamo in presenza di una autentica opera d’arte; anche quando l’autore è anonimo lo si valuta dall’opera fatta e nessuno nega l’esistenza dell’autore dell’opera qualora rimanesse forzatamente anonimo: l’opera sta ad indicare inequivocabilmente che un autore è esistito.

A maggior ragione affermiamo, con serena e motivata convinzione, che l’intera creazione rimanda ad un Creatore, il quale quanto meno trascende in potenza e bellezza la stessa sua opera qual è la creazione che tutta intera è opera sua, nel suo esistere e nelle potenzialità evolutive.

Tutta la Creazione continua a sussistere nel Verbo di Dio invisibile

Tuttavia, dopo aver posto in esistenza l’universo e, in esso, l’uomo, Dio si è come nascosto alla visione diretta da parte dell’uomo. Perché? Almeno per tre ragioni. Anzitutto perché Dio è assoluta trascendenza e, di conseguenza, mai l’uomo potrà abbracciare interamente Dio nella sua immensità e assolutezza, ma semmai lasciarsi da Lui abbracciare e amare. Un secondo motivo: perché l’uomo avesse la gioia di scoprirlo nelle sue vestigia lasciate incise nella razionalità delle cose create, a mano a mano che viene a conoscere con la mente capace di scandagliare e decodificare la realtà, creata non per caso intellegibile. La natura è il primo libro che svela l’Assoluto: occorre saper leggerla ed interpretarla. Ed infine, perché l’uomo diventasse responsabilmente collaboratore di Dio nell’opera evolutiva della creazione. Sviluppo della scienza e applicazioni della tecnologia comprese, mai del tutto autonome dal punto di vista etico, ma sempre chiamate ad essere rispettose delle leggi impresse dal Creatore nelle realtà create.

Se la conoscenza da buon senso, o quella filosofica o quella scientifica rimandano ad un Autore straordinario della Creazione, la rivelazione di Dio ne svela l’Autore, con autorità e senza incertezze e dubbi: Dio è il Creatore nel suo Figlio, Parola di Verità, nel Quale tutto sussiste! Quel “tutto sussiste” sta ad indicare che la creazione continua da parte di Dio: ogni ulteriore frammento dell’essere del cosmo e dell’uomo è sempre partecipazione al suo Essere e non frutto semplicemente dell’evoluzione: l’evoluzione stessa avviene in Dio e in Lui, nel suo Verbo fatto uomo, sussiste. Lui, il Verbo di Dio, è il fondamento stabile della Creazione e in Lui Dio si prende cura della sua creazione e, soprattutto dell’uomo, per rendere l’uomo capace di responsabilità verso se stesso, gli altri, la natura.

Creazione e uomo anche nelle mani dell’uomo

Ma se tutta la creazione è in mano a Dio che ne è il Creatore senza intermittenza, almeno quella parte di creazione che fa da habitat dell’uomo è in mano anche all’uomo. Di qui la necessità di una formazione ad una coscienza collettiva della responsabilità sul creato perché non sia rovinato e devastato dalle nostre stesse mani, per finalità puramente predatorie e lucrative a beneficio di pochi, e nei confronti del creato che l’uomo è chiamato a conoscere anche  nei suoi dinamismi devastatori per prevenirli, come nel caso dei terremoti e tsunami, e per non sfidare la natura con politiche insensate di surriscaldamento terrestre.

Ne scaturisce una riflessione, su due fronti. Anzitutto: che ambiente vogliamo? Ci adattiamo passivamente al suo inarrestabile degrado? Ogni forma di degrado dell’ambiente naturale, per incuria, per superficiale negligenza, o per speculazione è un insulto a Dio creatore! È necessario superare lo stadio della barbarie, distruttrice e predatrice della natura. E non basta tranquillizzare la propria coscienza con un: “Sono forse io il custode del mio ambiente? Non tocca all’amministrazione? Che c’entro io?”. Tutta la natura, paesaggistica, vegetativa e zoologica va rispettata, valorizzata e finalizzata al bene essere di tutti gli uomini, da parte di tutti, pur senza idolatrarla. Essa infatti è una traccia, un’orma di Dio, mentre l’uomo, al cui servizio è posta la creazione, è creato ad immagine e somiglianza di Dio.

In secondo luogo: che umanità vogliamo? Che cosa siamo disposti a fare e sacrificare perché sia una grande famiglia? Sono forse io il custode del mio fratello, moltiplicato per gli oltre sette miliardi di persone oggi esistenti sul nostro pianeta? Non spetta all’ONU e ai capi di Stato? Certamente, nessuno di noi ha in mano la bacchetta magica in grado di risolvere gli endemici problemi che affiggono l’umanità intera. Ma è tutta nelle nostre mani la volontà di bene per creare in famiglia, tra parenti e amici un ambiente “natalizio” di grande umanità, di serena e allegra conversazione confidenziale, magari nei limiti del possibile tenendo spento il cellulare, e di vera pace con tutti, preludio e anticipo di un clima natalizio da estendere oltre il giorno del Natale, quando un nonnulla fa scattare atteggiamenti di intolleranza e di aggressività. Nello stesso tempo, è tutta nelle nostre mani la possibilità di far più felici persone disabili o sole, che, queste sì, meritano almeno una telefonata se non una visita auspicabile. Senza dimenticare le famiglie allo stato di disperazione che, anche nella nostra ricca Verona, non possono permettersi di fare un buon Natale e che tendono la mano, segretamente e con estremo pudore, perché qualcuno sollevi le loro sofferenze umilianti, a causa di disoccupazione o di incapacità di solvenze di ogni genere.

Questo è il Natale esistenziale, intessuto di buon senso, di carica di umanità e di fede cristiana, che auguro a tutti voi e alle vostre famiglie, dopo aver partecipato al Natale liturgico, fonte di pace interiore e di grande sensibilità umana nei confronti delle persone che ci è dato di incontrare. Ad ognuno di noi la facoltà di far diventare Buono questo Natale, carico cioè di atteggiamenti di bontà e di gesti di generosità.

La Vergine Maria, Madre del Figlio di Dio che, al dire di Sant’Agostino, ha retto sulle sue braccia Colui che regge il mondo ed ha allattato il nostro Pane eucaristico, diventando protagonista del primo Natale, quello avvenuto nella storia appunto, grazie al suo “sì”, ci ottenga la grazia di dire il nostro sì di fede a Dio qui nella celebrazione dell’Eucaristia per dire i nostri sì ai desideri di bene delle persone con le quali avremo il dono di condividere un così grande giorno di festa come è il Natale.

 

X Giuseppe Zenti
Vescovo di Verona 

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