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Ogni nascita è una missione   versione testuale
Cattedrale di Verona, 24 dicembre 2018 - Messa di mezzanotte S. Natale






 

“Oggi è nato per voi come Salvatore Colui che è Cristo Signore”: questo è il primo, solenne e inedito, annuncio della nascita nel tempo del Figlio di Dio dalla Vergine Maria. E in questo annuncio è contenuta l’identità del Messia e la sua missione: il Messia-Cristo è il Signore, cioè il Crocifisso Risorto; e la sua missione è esclusivamente quella della salvezza dell’intera umanità, di tutti i tempi, dal sistema del peccato fatto di ateismo idolatra, di superbia, di egoismo individualista, di cattiveria e malvagità.

La nobiltà di nascita di ogni persona umana

Già nella nascita di Gesù Cristo l’evangelista Luca evidenzia la sua stretta correlazione con il mistero pasquale: Cristo è nato per compiere in nostro favore il suo mistero pasquale di salvezza universale. E dunque per rendere ciascuno di noi capace di realizzarsi come missione nella storia: ogni nascita è una identità non clonabile e, nel contempo, una singolare missione. Nessuno è venuto al mondo per essere insignificante, per essere un nulla. Dio non ha creato nessuno “paria”. Ha creato tutti nobili, in quanto ha creato ogni essere umano a sua immagine e somiglianza, nel Figlio fatto uomo.

Proprio perché è Dio che crea l’uomo a sua immagine e somiglianza e non l’uomo che si crea il suo dio a sua immagine e somiglianza, come idealizzazione, proiezione e mitizzazione dei suoi desideri, ognuno è un patrimonio di incalcolabile valore, avendo la sua sorgiva in Dio, l’Assoluto di Amore e perciò di Relazione. Nessun essere umano si è fatto da se stesso; tanto meno si è auto fornito delle risorse fisiche, intellettuali, relazionali che si ritrova in sé con la sua nascita. È Dio che costituisce ogni persona un forziere di talenti, fornendogli ogni sorta di risorse di cui fare dono ad altri e, proprio nel farne dono come avviene in Dio stesso, ogni persona realizza se stessa.

Ognuno porta in sé scolpito un compito importante che nessun altro è in grado di sostituire: quello di vivere non per sé, interamente proteso alla creazione del mito di sé, ma per gli altri, come ha fatto Gesù che si è incarnato per dare la sua vita per ogni persona umana. Certo occorre invertire la rotta dall’egoismo come sistema culturale di vita al senso della responsabilità sociale civile.

Il compito educativo nella formazione della persona

Di conseguenza, va attivato il sistema educativo, dove ognuno si assume il proprio carico di responsabilità nel favorire la formazione delle nuove generazioni al senso della responsabilità all’essere persona e a prendersi cura degli altri con l’amore  e la premura che meritano le persone, create tutte, indistintamente, ad immagine e somiglianza di Dio. Chiunque ha coscienza del valore e della dignità della persona umana, nella quale di certo per il mistero della Incarnazione abita stabilmente Gesù, che l’ha creata persona, cioè aperta alle relazioni con Dio e con tutta l’umanità, in Lui non può che sentirsi responsabile degli altri. Sta di fatto che anche dove non ci si capisce per lingua, ci si relaziona per solidarietà fraterna, sancita a livello universale appunto dal mistero dell’Incarnazione. È questo il linguaggio umano più universalmente capibile da tutti, nella sua credibilità di parola concretizzata in fatti, capaci di fare da legame tra persone.

Si capisce allora il senso drammatico e insieme la bellezza unica dell’essere un essere umano, carico di responsabilità nei confronti di se stessi, per non fallire nella vita e non risultare degli sconfitti, e verso gli altri per non arenarsi nell’insignificanza. Nello stesso tempo, è doveroso denunciare la gravità del danno arrecato all’intera umanità quando la si priva di una persona umana, sopprimendola nel grembo di una madre o, durante il percorso dell’esistenza, nelle guerre, nei flussi migratori, nelle pestilenze, nelle malattie, nei genocidi, negli incidenti sulle strade e sul lavoro. Ciò vuol dire sottrarre ricchezze antropologiche all’umanità: grave azione da irresponsabili verso la persona che viene troncata nello sviluppo delle sue potenzialità, con ricadute pesanti sullo sviluppo della società civile. Che se qualcuno avesse l’ardire di affermare che non c’è da fare un dramma di fonte alla soppressione di una persona, sarebbe da ricordargli che anche una sola persona vale i più di sette miliardi di persone oggi esistenti sul pianeta; che ogni persona vale quanto l’altea; che nessuno è superiore agli altri in fatto di dignità di persona, nemmeno se è socialmente più in alto; che un bambino della foresta dell’Africa o delle favelas brasiliane o un emigrante naufrago nel mare, o un disabile anche grave in quanto a dignità agli occhi di Dio vale quanto una persona socialmente ed economicamente considerata un big e sotto il profilo della vita oltre la morte chi è “sfortunato” in terra gode di un credito di amore misericordioso di Dio più consistente, almeno sotto il profilo compensativo.

Il compito di formare la persona affidato alla famiglia

Ovviamente, i primi a comprendere il valore dell’essere persona sono i genitori che ne sono anche i co-autori con Dio. Lì, nella coppia formata da un maschio e  da una femmina che si sono scelti liberamente per costituire una famiglia, conforme al progetto di Dio sull’umanità in sviluppo evolutivo, ha avvio l’avventura della persona umana. Nella coppia di padre e di madre, da cui ogni figlio ha diritto di nascere, un figlio trova il nido naturale dove crescere sperimentandosi persona, grazie all’affetto della mamma e del papà che lo fanno sentire importante a mano a mano che cresce. Seidarietà sta per disponibilità fattiva a farsi carico di chi è in difficoltà. Non a caso il Cristianesimo è stato ed è tuttora fonte ispiratrice e sostegno fattivo di solidarietà verso le molteplici e purtroppo crescenti forme di povertà economica che segnano in profondità, come ferite sanguinanti, sia nei nostri territori, sia soprattutto nei sobborghi e nelle baraccopoli delle megalopoli; e povertà culturale, relazionale, spirituale, cui sono soggette persone umane concrete.

Carissimi, Cristo ha ricevuto dal Padre la missione di Salvatore dell’umanità, per riportarla ad essere splendida immagine sua. Anche noi siamo destinatari di una missione da Lui a noi affidata: essere salvezza, cioè ponte di belle relazioni con Lui, con gli altri – colleghi, condomini, amici - e con i familiari. Specialmente in questo Natale. In effetti, che Natale vogliamo? Sul Natale che noi vogliamo, intessuto di benevolenza, di ascolto reciproco, di confidenza, di perdono, di pazienza, di apprezzamento, di gioia, di gratuità dello starsi insieme per il gusto di starci insieme, senza mai alzar la voce in tono di aggressività, Dio stende le sue benedizioni, per l’intercessione della Madre del suo Figlio divenuta anche Madre nostra e dell’umanità, a cominciare dalla famiglia e da ogni singola sua persona che proprio nella sua famiglia ha la possibilità esistenziale di sperimentarsi persona, accolta, amata, protetta, valorizzata.

 

In questa notte del Natale facciamo allora un pieno di fede nel Mistero dell’Incarnazione e di spirito di famiglia che ci serva anche e soprattutto oltre il Natale.

 

X Giuseppe Zenti
Vescovo di Verona 

poi ha la gioia di avere dei fratelli, a maggior ragione si sperimenta persona, nella relazione quotidiana di fraternità. Non si troverà mai buttato su una zattera per lasciarsi andare alla deriva della vita, ma si sentirà sempre accompagnato perché il suo essere persona si sviluppi nella molteplicità delle relazioni sociali. La vita umana infatti non nasce già allo stato di un’opera compiuta, ma allo stato di potenzialità. Lo sviluppo viene poi condizionato, in positivo o in negativo, dall’incidenza che hanno su di lui la famiglia, il circuito delle amicizie, la scuola che frequenta, gli eventi stabili o fortuiti, le opportunità realizzate o perdute.

 

Importante e decisivo è il fatto che ogni persona sia messa nella condizione di diventare il meglio di sé, per essere un grande dono per l’intera società civile e, all’occorrenza, ecclesiale. Questa è la vera mission della famiglia, della pastorale ecclesiale, a cominciare dalle Unità pastorali, della politica dal grande respiro, della medianità seria e responsabile.

Il valore della persona umana agli occhi di Dio

Il mistero dell’Incarnazione dice quanto vale per Dio ogni persona umana e quanto vale la solidarietà tra gli uomini creati ad immagine sua, Lui che in Sé, cioè nel suo Mistero di Amore Trinitario, e nei confronti dell’uomo, è assoluta solidarietà. E sol

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