Giovedì 17 Ottobre 2019
torna in home page
 NEW Diocesi Verona - La Diocesi - La Chiesa di San Zeno - Il Vescovo - Lettere - Lettera aperta del Vescovo di Verona agli studenti all'inizio dell'Anno Scolastico 2015/2016 
Lettera aperta del Vescovo di Verona agli studenti all'inizio dell'Anno Scolastico 2015/2016   versione testuale
Verona, 16 settembre 2015





La scuola un patrimonio da valorizzare
 
Nutrirsi di cultura per crescere in umanità
Carissimo/a amico/a, di qualunque stagione dell’età evolutiva – ragazzo/a, adolescente e giovane – che stai per varcare le soglie della scuola! Auspico che il tuo stato d’animo non sia corrucciato come davanti a un evento increscioso inevitabile. Benché non si possa pretendere che tu, ancora immerso nel nirvana delle vacanze,  acceda con spasimo e allegria incontenibile alla scuola del nuovo anno scolastico, spero proprio che tu la sappia affrontare almeno serenamente. Persino con una certa carica di entusiasmo.
Non c’è dubbio che l’entusiasmo viene caricato giorno dopo giorno dai docenti che sono appassionati, oltre che competenti, della loro disciplina, che sanno fartela amare come qualche cosa di appetibile e di molto utile a te. Ti auguro un intero corpo docenti di tal fibra.
Tuttavia, molto dipende anche da te e dall’insieme della scolaresca di appartenenza, nella quale i migliori segnano il passo della classe e creano l’aria che si respira, cioè quel clima culturale nel quale si eleva il tono dell’intera classe e la rende idonea all’arte dell’apprendere con gioia.
Sarebbe interessante, e ti farebbe superare una certa noia che serpeggia radente in certe classi distratte e demotivate, che proprio la gioia dell’apprendere, cioè del far tuo il sapere, ti spingesse a farti tante domande. E a ricercarne con passione le risposte. Quelle vere. Quanto è importante la curiosità! Quella che non si appaga della superficie tipica degli slogan! Per esempio: che significa “alunno”, dal momento che tu sei classificato tra gli alunni? È un termine derivante dalla lingua latina che evoca simultaneamente il senso della crescita e del nutrimento. Potremmo dire: nutrirsi di cultura per crescere in umanità! Interessante, no? Tu sei un alunno che desidera nutrire la mente e le relazioni interpersonali, proprio per crescere al meglio di te.
Anzitutto, grazie alla scuola tu nutri la tua mente del sapere, cioè della conoscenza delle cose con le quali sei di casa, ma anche di quelle che, attraverso la navigazione su internet, vieni a conoscere come interessanti a livello di globalizzazione. Immagino che tu sappia di quante operazioni è capace la tua mente. È prodigiosa anche in chi non ne è convinto o in colui sul quale qualche docente infierisce, a causa di rendimenti deludenti. Esemplifichiamo, evidenziandone le potenzialità e le facoltà più a tua portata di mano: grazie alla tua mente, tu sei capace di pensare, ragionare, intuire, interpretare, immaginare, fantasticare, ipotizzare, creare, analizzare, sintetizzare, architettare, interloquire, elaborare i dati, discernere il vero dal falso, memorizzare (a proposito: non affidare in tutto e per tutto la memoria ad internet: si atrofizza! Esercita ogni giorno la tua memoria più potente di un hard disk).
La scuola, in tutta la sua articolazione, ha il compito di individuare e rilevare di quanto è capace la tua mente e di abilitarla a compiere le sue peculiari funzioni. Ha il compito di aiutarti a strutturare bene la tua mente, ad architettarla in modo organico, per saper essere un creativo; una persona che sa ricondurre in unità il sapere; una persona che cerca la bellezza della verità e se ne nutre. Un vero alunno! Fatto per la verità e la bellezza! Allora ti sentirai più ricco. Ricco della conoscenza che ti porta luce, ti infonde speranza, ti ricarica di motivazioni. Una conoscenza che è frutto di simbiosi di mente e cuore: se ami ciò che studi, ciò che sei chiamato ad apprendere, riuscirai a conoscerlo più in profondità, secondo il detto: «Non c’è nulla che tanto si conosca quanto ciò che si ama!».
Certo, i risultati sono frutto di impegno costante, di passione lungimirante e anche di una certa disciplina, mai delle briglie sciolte. Proprio come capita agli atleti. E tu sei un atleta della conoscenza della verità e della bellezza delle cose.
Infine, la scuola ti offre l’opportunità unica di creare rapporti di amicizia e di solidarietà cameratesca che durano una vita.
Ti auguro di frequentare una classe dove il bullismo non trova cittadinanza, ma dove, grazie al buon senso – che è il senso della corresponsabilità di tutti, alunni e  corpo docente – si respira un’aria di fiducia e di stima reciproca, limpida e serena, che fa desiderare di ritornare a scuola anche il giorno dopo.
 
stampa  / segnala / condividi