Martedì 22 Ottobre 2019
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A proposito di eterologa   versione testuale





La proposta dell’eterologa ha trovato immediata ed entusiastica accoglienza di regione in regione. Con la rapidità che una volta si sarebbe detta da tam tam da foresta, oggi da twitter in twitter.
Mi siano consentite alcune riflessioni nei confronti di questa assillante fretta di dare approvazione all’eterologa. Da cittadino e da vescovo. Anzitutto da cittadino. Mi paiono pertinenti almeno quattro puntualizzazioni. Ci si aspetterebbe una tal fretta e una così unanime concordia da parte di tutti gli schieramenti politici nei riguardi della soluzione di questioni scottanti, come l’occupazione e le mille altre che urgono. Quella dell’eterologa, improvvisamente divenuta prioritaria, poteva essere collocata come fanalino di coda, dopo matura riflessione. Una seconda puntualizzazione: quando si tratta di famiglia, nucleo essenziale di una società civile, le attenzioni e i sostegni sono sempre irrisori, marginalizzati e procrastinati, lasciandola alla deriva, posponendola all’eterologa e alle unioni di fatto. Pur nel rispetto di ogni scelta personale, non può non suscitare il sospetto che vi sia in atto una strategia di disgregazione di tutto ciò che dà solidità e futuro alla società. Terza puntualizzazione: per la realizzazione dell’eterologa si propone la gratuità dell’intervento tutto a carico dello Stato, cioè delle tasse della collettività, mentre per il sociale debole, oggi una massa di situazioni off limit, poco più delle briciole. Quarta puntualizzazione: tanto di fervore per l’eterologa, e scarsissima attenzione nei confronti delle madri intenzionate ad avere più figli; anzi una serie di assurde penalizzazioni, che incentivano la denatalità dentro il naturale nido caldo della natalità, con gravissimo danno per il futuro della Nazione! A margine, due ulteriori obiezione: si sono fatti studi di previsione degli stati psicologici che graveranno sui figli dell’eterologa, o si sfida la natura dell’antropologia? E i diritti del figlio, primo fra tutti quello di nascere dall’amore dei genitori e una volta chiamato in vita non essere abortito, chi si premura di difenderli?
Non c’è dubbio che tutto ciò costituisce una spia di una cultura che si sta deteriorando, sulla linea dell’idolatria dei soli diritti e dell’utilitarismo a solo vantaggio di alcuni che li pretendono.
E altre due puntualizzazioni mi siano consentite come vescovo. La “Donum vitae” evidenzia che la vita è un dono da trasmettere, non un diritto da esercitare ad ogni costo! Pensarci in termini di dono e non di prodotto della tecnoscienza, è estremamente umanizzante. Avendone la possibilità, per assurdo ovviamente: chi di noi preferirebbe nascere dall’eterologa piuttosto che dall’amore di genitori, di cui conosciamo volto e nome? Seconda puntualizzazione: pur rispettando le scelte di ogni persona, nessuno ha diritto di propagandare l’eterologa in quanto cattolico! Personalmente ho le mie perplessità che lo possa fare, motivatamente, anche come semplice cittadino. Davvero si tratta di una fretta del tutto ingiustificata.   
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